«L’Ulivo dialoghi con il territorio e le categorie economiche»
Intervista a Stefano Tosi, alla vigilia dell'assemblea provinciale del centrosinistra
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«Cercare di interpretare la vita delle comunità locali che hanno vite e valori propri, rapportarci di nuovo con la società civile tornando a parlare con tutti». È l’impegno con cui domani verrà affrontata l’assemblea provinciale dell’Ulivo (al collegio De Filippi dalle 14.30 alle 19). Un impegno cui il centro sinistra del Varesotto arriva dopo un anno intenso e fitto di appelli alle diverse compagini sociali: dall’incontro con gli amministratori pubblici nell’ottobre del 2002 alla raccolta di firme contro la politica dei ticket sanitari nella primavera del 2003; dai 20.00 questionari distribuiti ai cittadini per capire le priorità per la provincia di Varese, fino ai dibattiti sui parchi e sui corridoi ambientali e alle proposte per le politiche sul lavoro. Poi, alcune settimane fa, la presentazione dei cinque punti focali su cui verterà il summit provinciale di domani: il tema dell’assistenza e della sanità, quello del lavoro e dell’innovazione, il tema attualissimo della mobilità. E gli ultimi due, «frutto e conseguenza del fallimento della politica nazionale»: la perdita del potere d’acquisto delle famiglie e la solitudine, piaga sociale dell’estrema precarizzazione. Tosi, un assemblea aperta davvero a tutti, quella di domani. Le ultime iniziative e questa assemblea sembrano certificare un Ulivo ricompattato. È così? Un assenza di dialogo che vi è stata rimproverata negli ultimi anni. Quando si è interrotto questo scambio reciproco tra partiti e società? Con quali obiettivi, principalmente? Proposta Fini: il voto agli immigrati ha scosso il centrodestra. Voi cosa ne pensate? Il cavallo di battaglia delle destre sino ad ora è stato quello di ritenere la massa degli immigrati potenziali elettori della sinistra. Tosi, è il gioco del momento: a cosa l’Ulivo provinciale direbbe "Basta"? Come giudica l’operato dei governi locali di centro destra? Che giudizio sulla politica di marketing territoriale? Che ne pensa del respiro culturale della provincia? |
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