“Vie libere”, ecco la mappa della nuova criminalità
Maxi operazione della polizia in trenta province d'Italia. A Varese meno furti e rapine, più estorsioni: è la nostra provincia ad avere "inventato" la sanatoria a pagamento
La criminalità diminuisce, aumentano le estorsioni ai danni degli extracomunitari.
Dall’operazione “Vie libere”, voluta dal ministero dell’Interno, e scattata contemporaneamente in più parti d’ Italia è uscita la mappa della nuova criminalità. Chi sono le vittime, chi i “carnefici”? In entrambi i casi gli extracomunitari. Prostitute provenienti soprattutto dall’Est, spesso costrette sui marciapiedi dagli stessi connazionali, stranieri senza permesso di soggiorno, ma anche lavoratori taglieggiati dai datori di lavoro che sfruttano il meccanismo della sanatoria per ricattare i dipendenti in attesa di regolarizzazione.
La maxi operazione “Vie Libere” è stata condotta dalla Polizia di Stato in 30 province di 18 regioni italiane ed era diretta a contrastare i “reati di strada”: immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione, spaccio di stupefacenti e commercio ambulante.
Un bilancio dell’operazione “Vie libere” nella provincia di Varese è stato fatto oggi a Varese dal questore Giovanni Selmin (nella foto).
Cominciata il 18 settembre ha visto impegnate le forze dell’ordine, come si diceva su tutto il territorio nazionale e quindi anche a Varese. Questi i risultati più significativi: 17 arrestati (13 italiani e 4 stranieri); denunciate invece 192 persone, 174 stranieri e 18 italiani.
I reati: in diminuzione, come si diceva, furti e rapine, il reato più diffuso riguarda invece la violazione della Bossi-Fini, la legge sull’immigrazione, (nella nostra provincia sono state 165).
Soddisfatto il questore di Varese Selmin anche per i controlli effettuati nei primi nove mesi di quest’anno nella nostra provincia: 314 le persone arrestate, 146 straniere; notificate 2722 denunce, 1487 delle quali a carico di cittadini extracomunitari.
Vale comunque la pena di ricordare che Varese, caso unico in tutta la Lombardia, ha anche un triste primato: quello del maggior numero di imprenditori, o presunti tali, diventati aguzzini dei propri dipendenti immigrati. Ventidue i titolari di azienda arrestati per estorsione e almeno 400 immigrati costretti a pagare di tasca propria la sanatoria.
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