Villaggi Sos, uccisi due volontari in Somalia
Marito e moglie di nazionalità britannica sono stati trovati morti nel loro appartamento all'interno della scuola
pochi giorni dalla uccisione di Annalena Tonelli, due dipendenti di SOS Kinderdorf International in Somalia, marito e moglie, entrambi di nazionalità britannica, Richard (Dick) e Enid Eyeington, sono stati uccisi e trovati morti nella notte del 21 ottobre, nel loro appartamento all’interno della Scuola SOS Hermann Gmeiner a Sheik, in Somaliland. Gli assassini non sono stati ancora identificati.
Dick Eyeington iniziò la sua attività per SOS Kinderdorf International nel 1995, come Direttore Nazionale in Swaziland e si trasferì in Somalia nel settembre 2002. Era Responsabile della Hermann Gmeiner School che ufficialmente iniziò l’attività nel gennaio 2003 (gli studenti sono attualmente circa 100, 12 tra insegnanti e staff di sostegno). La moglie Enid era Responsabile del progetto di integrazione della scuola nella comunità locale. Le cause dell’assassinio sono sconosciute. Per volontà dello stesso del Presidente del Somaliland, sono state avviate indagini per far luce sul tragico episodio. La scuola è stata chiusa e l’abitazione di Dick e Enid è stata messa sotto sigilli. Claudio Croce, Responsabile dei progetti di SOS Kinderdorf International in Somalia, la cui sede è a Nairobi, è immediatamente partito alla volta di Sheik per una ricognizione.
SOS in Somalia
È presente con strutture proprie dal 1984, quando fu inaugurato a Mogadiscio il Villaggio SOS per bambini abbandonati.
Durante la guerra civile durata 12 anni, l’Organizzazione Internazionale ha garantito le uniche strutture mediche ad una popolazione stremata da malattie, malnutrizione e fame, dando prova di grandissima adattabilità delle proprie strutture di fronte alle emergenze e all’esigenza di assicurare assistenza medica, ospedaliera e chirurgica.
L’Ospedale SOS di Mogadiscio è l’unico presente nella città e comprende, fra gli altri, reparti di maternità, pediatria ed una clinica per bambini malati di tubercolosi. Aperto 24 ore su 24 offre gratuitamente assistenza e medicinali alla popolazione.
Nei suoi ambulatori si effettuano dalle 600 alle 800 visite mediche quotidiane. Tra le persone assistite, di diverse età, molte sono disabili, molte sono affette da gravi malattie, molte sono sieropositive e molte sono malate da AIDS.
In un Paese caratterizzato da una mortalità infantile elevatissima, l’Ospedale SOS di Mogadiscio garantisce inoltre un programma di nutrizione grazie al quale sono seguiti settimanalmente 600 bambini al di sotto dei 5 anni.
Negli ultimi due anni l’Associazione Villaggi SOS Italia ha contribuito attivamente all’avvio e allo sviluppo della Scuola Infermieri SOS all’interno dell’Ospedale SOS di Mogadiscio.
L’ambizioso progetto si prefigge di mettere i giovani somali nelle condizioni di poter organizzare autonomamente sul territorio l’assistenza infermieristica e la prevenzione igienico-sanitaria. Tra il primo ed il secondo anno di corso sono attualmente coinvolti circa 60 ragazzi ed il numero degli iscritti è in continuo aumento. I prossimo anno si chiuderà il primo ciclo consegnando all’Ospedale di Mogadiscio i primi 25 infermieri specializzati.
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