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Dieci giorni fa il "Bus Tour" per l’anno europeo delle disabilità ha fatto tappa a Varese. L’iniziativa, sembra, abbia riscosso scarso interesse di pubblico: colpa di un’organizzazione con qualche difetto, dell’insensibilità popolare, del periodo infrasettimanale? Abbiamo rivolto la domanda alla presidente di Anffas onlus Varese Cesarina Del Vecchio:
"Ci asteniamo per il momento dall’esprimere giudizi rispetto ai risultati raggiunti sul nostro territorio dalle varie iniziative messe in campo da istituzioni e associazioni in occasione della celebrazione dell’anno europeo delle persone con disabilità che sta volgendo al termine. È una posizione di attesa collegata soprattutto alle decisioni che ritroveremo a livello nazionale nella Finanziaria e a livello regionale dal processo di riqualificazione della rete dei servizi residenziali e diurni per persone con disabilità grave. In provincia di Varese esiste una buona rete di servizi congrui ai bisogni che si presentano nell’arco della vita alla persona con disabilità e alla sua famiglia. Dal nostro osservatorio cerchiamo di vigilare affinchè questi vengano mantenuti nel tempo e non sostituiti per esempio dalle politiche dei buoni e dei vaucher. IN questo contesto di attesa e di trasformazione ci sentiamo di richiamare i temi di fondo rispetto ai quali promuoviamo le nostre politiche e la nostra operatività a favore delle persone con disabilità intellettiva e relazionale e delle loro famiglie.
- Garanzie sull’applicazione dei principi di NON DISCRIMINAZIONE e PARI OPPORTUNITA’ delle persone indipendentemente dalla loro estrazione culturale, sociale e dalla loro condizione di salute. In tale ambito risiedono tutti i fattori che rimandano a varie forme do barriere fisiche e psicologiche. L’obiettivo è l’inclusione sociale.
- Recepimento dei nuovi indirizzi dell’OMS in tema di disabilità. Tra le altre cose vi è l’invito ad abbandonare la parola handicap vista la connotazione negativa che la stessa ha assunto sul piano civile e sociale in quasi tutti i paesi dal 1980 ad oggi. La formazione politica e tecnica in tema di ICF ( Classificazione Internazionale della salute e della disabilità) riteniamo possa essere di grande stimolo a tutti i livelli.
- Disponibilità alla programmazione partecipata ed in particolare all’integrazione scolastica. Rispetto a questo la nostra proposta è quella di promuovere, in linea con gli indirizzi della Provincia, un "Accordo di programma Comunale per l’integrazione degli alunni con disabilità". Ricordiamo che la Provincia per competenza ha escluso dal proprio documento gli ordini di scuola materna, elementare e medie inferiori. Definire a livello locela chi fa cosa in termini di presa in carico e di riabilitazione globale dei bambini edei pre-adolescenti ci sembra un’azione fondamentale.
- Sensibilizzare i comuni che ancora non lo hanno fatto, a prendersi carico con la persona disabile anche dei problemi di accessibilità e trasporto
- Mantenere le politiche a favore dei servizi individuando buoni e vaucher come soluzioni integratiche e non sostitutive di questi
- Recepire in tema di partecipazioneal costo dei servizi a richiesta individuale il D.Lgs 130/2000 – nel senso della considerazione del solo redditori dell’assistito disabile grave – nell’ambito di una regolamentazione comunale ad hoc.
Cesarina Del Vecchio
Presidente ANFFAS onlus Varese
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