«Non possiamo permetterci di buttare nessuno giù dalla rupe»

La psicologa Marazza ha raccontato la propria esperienza: un figlio disabile che ha trovato lavoro grazie a un inserimento lavorativo mirato

«Quando siamo al supermercato mio figlio si avvicina alle persone dicendo loro di comperare quel determinato prodotto perchè lui lavora in quell’azienda». Anna Marazza Campiotti è una psicologa, ha un figlio diversamente abile e questa mattina ha partecipato al convegno dedicato all’inserimento lavorativo delle persone disabili che si è svolto a Villa Gianetti. Incontro organizzato dalla Cooperativa Lavoro e Solidarietà di Saronno. L’intervento della psicologa, a inizio seduta, ha colpito subito tutti i presenti, sia per le considerazioni da professionista, sia per gli interventi di madre.

«Una volta li gettavano dalla rupe e il problema era risolto – ha spiegato Marazza -. Oggi non vengono gettati più dalla rupe, ma se non vengono date loro le stesse opportunità degli altri è come se lo facessimo. Bisogna chiarire il concetto di normalità, ormai destinato a diventare sempre più riduttivo, per una fascia di persone sempre più ristretta. Non si riuscirà mai a inserire bene tutti gli uomini della nostra società, ma dobbiamo imparare a guardare le persone secondo i loro bisogni fondamentali».

«Mio figlio – ha raccontato la donna -, grazie a un progetto di inserimento lavorativo mirato, lavora in una grossa azienda ed ogni giorno torna a casa con l’idea di essere lui a sostenere l’azienda, che hanno bisogno di lui. Si sente utile ed è utile. Oggi in Europa è diversamente abile una persona su dieci. È una grossa fetta della nostra società che se viene tagliata fuori non ci permetterà di capire cosa è l’uomo e quello che facciamo. La società, noi tutti, dobbiamo aiutarci a valorizzare ciò che siamo. Non possiamo permetterci di buttare nessuno giù dalla rupe».

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Pubblicato il 24 Novembre 2003
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