«Perchè siamo contro la Circonvallazione di Gallarate»
Dopo l'assemblea pubblica, il comitato "Una città a misura d'uomo" descrive tutti i motivi contro il viale a quattro corsie che sta per essere realizzato
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Riceviamo e pubblichiamo Abbiamo scoperto che uno dei motivi per cui si vogliono costruire i viali a quattro corsie all’interno della nostra città è permettere la velocità di 75 km all’interno dell’abitato: questo vale per tutti i viali a quattro corsie. Ciò significa far “correre” le auto dentro la nostra città, trasformare in circuito automobilistico Gallarate aumentando in maniera esponenziale tutti i parametri di pericolosità per pedoni, ciclisti, automobilisti, sia dal punto di vista della viabilità sia per quanto concerne l’inquinamento atmosferico e acustico, già oggi fuori norma, come risulta dagli studi fatti dal comune sull’impatto acustico in Via Buonarroti, che è una strada a due sole corsie. Via Pietro da Gallarate è destinata a passare da 2 a 4 corsie: questa strada ha già un suo traffico ma per il responsabile dei lavori non avrebbe nessun incremento di traffico se non quello di Via Buonarroti. Un semplice duplicato di Via Buonarroti, cosi è definita dai documenti del comune. Quindi, motivi a favore della "Circonvallazione Sud" nessuno, benefici per la città nessuno. Allora perchè farla? I motivi a sfavore della "Circonvallazione Sud", invece, sono innumerevoli. Innanzitutto, come già detto, l’alta velocità consentita fino a 75km/h su tutti i viali a 4 corsie. Gli studi fatti su Via Buonarroti sull’impatto acustico evidenziano il superamento dei livelli massimi di legge su una via a due corsie. Perchè gli studi non sono stati fatti su una strada simile a quattro corsie come previsto dalla legge? Se è già stata superata la soglia del rumore sopportabile su una strada dove si possono raggiungere al massimo i 50km, possiamo immaginare che con 75km di velocità avremmo dei livelli veramente insopportabili. Ricordiamo che al confine con Busto A. sul territorio di Gallarate si sta ampliando hupac e questo porterà un aumento di tir per il trasporto intermodale. Nella stessa zona sorgerà il business park, arriverà la s.s. 341 e verrà costruita a Samarate una circonvallazione a 4 corsie: tutte queste strade nuove si collegheranno con Via A.Aleardi e, guarda caso, col prolungamento della "Circonvallazione sud" e tutto il traffico si riverserà sulla circonvallazione. Certo il responsabile dei lavori dice che la "C. sud" è fine a se stessa. Allora noi domandiamo perchè non farla solo a 2 corsie, una per senso di marcia, con relativi parcheggi a lato? La verità è che su questa strada passerà tutto il traffico dell’intera zona come su tutte le strade di Gallarate, diventando il crocevia dell’intera provincia. Quindi aumenterà la mole di traffico che si vuole caricare su tutte le strade della nostra città, in particolare su Via P. da Gallarate, con relativo incremento dell’inquinamento acustico già riscontrato dal comune. A questo aggiungiamo: 1) il mancato studio del V.I.A.(valutazione dell’impatto ambientale), aggirando la legge che lo prevede con la divisione dei lavori in 3 lotti dell’opera e tutto a discapito della salute dei cittadini di Gallarate; Ma la cosa più grave è che la "c. sud" viene a chiudere le quattro principali arterie di Gallarate in entrata e in uscita che sono Via Torino, Via Checchi con Via Magenta, Via L. da Vinci e Viale C.Noè con Viale Schuster. Questo causerà il più grande caos viabilistico mai provocato in Gallarate perchè la "c. sud" di 4 corsie alle rotonde avrà sempre la precedenza sulle strade a 2 corsie, interrompendone così l’entrata e l’uscita dalla superstrada di Malpensa, ss 336, parallela e doppione della nuova "c.sud". La morte della città o meglio dei sui abitanti è prossima, chiusi nella morsa della SS 336 e della "c. sud" che corrono parallele e isolano i quartieri. La velocità e la pericolosità dei Viali e delle Vie riguarda l’intera città di Gallarate e le città limitrofe. La nostra città è già attraversata da due grandi e importanti arterie stradali d’Italia: la Superstrada di Malpensa e l’ A 8. Domando: 1) Perchè creare altre superstrade o autostrade all’interno della nostra città? 2) Perchè martoriare Gallarate con questi viali che non servono alla città e ai cittadini? 3) Perchè portare all’interno di Gallarate il traffico dei TIR? 4) Perchè uccidere la quiete e la tranquillità dei Gallaratesi? E’ doloroso, ma se non ci ribelliamo la nostra città sarà invasa dal traffico, dal rumore e dall’inquinamento. La chiusura del centro non servirà a rilanciare la città se questa sarà invasa dal traffico! I rioni di Arnate e di Madonna in Campagna rischiano di essere isolati dalla città perchè chiusi da due stradoni a 4 corsie, la SS 336 e la nuova "SUPERSTRADA" della "C.sud", o per rendere meglio l’idea fra due muraglie cinesi costituite dai 21 metri neri d’asfalto. Grazie a tutti i giornali della nostra provincia abbiamo informato i cittadini di Gallarate su cosa succede in città. Le nostre idee sono avvalorate dai fatti di cronaca riportati dai giornali in questi mesi: nelle nostre strade c’è stato più di un incidente mortale (vedi su via Torino ai primi di aprile "un camion travolge anziano in bici…"; a Giugno a Samarate una ragazza travolta da un furgone… E in Viale C.Noè bici travolta…). Su Club 3 Anno xv n 8 di agosto 2003 in un articolo la SS 336 superstrada di Malpensa risulta essere una delle strade più pericolose d’Italia per numero d’incidenti (fonte elaborazione itstat – aci su dati del 1999). Questi dati devono far riflettere i cittadini e il nostro consiglio comunale. Il nostro desiderio è che questo non accada nei nostri quartieri per cui l’unica soluzione è di non costruire viali a 4 corsie in città. Noi vogliamo cambiare i nostri Viali in Vie sicure dove i pedoni e i ciclisti possano camminare e pedalare senza correre rischi. Noi chiediamo una risposta e un impegno da parte degli amministratori del comune di Gallarate come già richiesto durante l’assemblea pubblica della v circoscrizione del 6 ottobre 2003, promesso dai politici presenti e riportato anche sulla stampa. |
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Francesco Torreggiani |
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