Le ragioni della protesta

Salari bassi, turni pesanti. Dagli autisti piovono critiche sia al governo che ai sindacati

Autisti Avt, ma non solo: quelli delle Autolinee Varesine, della Giuliani & Laudi, della Castano. Fermi dall’alba, uniti nel rivendicare. La lista delle doglianze degli addetti al trasporto urbano ed extraurbano varesino è lunga. A prescindere dalla filiazione sindacale. C’è chi, anzi, la tessera del sindacato la vorrebbe stracciare, proprio all’indomani dell’accordo firmato a Roma al ministero del Welfare.
Alle 10 davanti alla prefettura sono una ventina (foto). Compatti. «È un accordo che non ci soddisfa. Gli 81 euro previsti dal governo sono lordi, al netto saranno la metà. E sono aumenti che interesseranno solo i lavoratori dal quinto livello in su. Per i giovani ci saranno solo le briciole. E anche l’una tantum prevista, divisa per mensilità, diventa un contentino».
Sul piano salariale, non ci sono dubbi. La firma all’accordo scontenta tutti. “Un accordo insoddisfacente per i lavoratori – ha ribadito questa mattina il consigliere regionale di Rifondazione Martina – che non tiene conto nemmeno dell’inflazione programmata come previsto dagli accordi di luglio ’93, giunto con un ritardo di due anni per responsabilità delle imprese pubbliche e private e, soprattutto, del Governo». Sindacati e governo, insieme nel mirino. Irrita che in calce al documento la firma sia di Angeletti, Pezzotta ed Epifani e non dei rappresenti di categoria. «I sindacati hanno solo preso atto – questa l’accusa del personale di guida – di un accordo già esistente e mai applicato. I sindacati hanno ceduto al governo» è la linea che prevale ad inizio mattina. Interviene Flavio Nossa della Cgil: «Sappiamo di un intervento pesante del ministero del Welfare sulla trattativa: il rischio precettazione è alto. Non possiamo disconoscere il piano nazionale, pur sapendo che un rimedio ad una situazione d’emergenza». Ma critiche anche al governo e alle istituzioni locali: «Si devono mettere una mano sulla coscienza: perché non stanno incentivando il servizio pubblico, nonostante le promesse».
Ma le critiche degli autoferrotranvieri vanno oltre: turni di servizio troppo lunghi, tempi di guida insostenibili, assunzioni più facili senza selezione: «Con le nuove norme in vigore sulla patente a punti, rischiamo troppo. In quanto autisti professionisti in caso di multe rischiamo di pagare il doppio. Se qualcuno è sospeso, non c’è tutela aziendale».
Il rispetto delle norme stradali, sacrosanto, sembra confliggere però con un altro problema: distanze e relativi tempi di percorrenza sono gli stessi di quindici, vent’anni fa, dicono, quando il traffico veicolare era ovviamente inferiore. «Ora per rispettare i tempi, dobbiamo correre, fare gimcane. A nostro rischio e pericolo». Al punto che in caso di precettazione, l’ultima arma degli autisti sembrava proprio questa: far circolare i mezzi, ma rispettando alla lettere il codice della strada. Una protesta “bomba”, in grado, sostengono, paralizzare il traffico più di ogni serrata.

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Pubblicato il 22 Dicembre 2003
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