Moschea, cresce la voglia di pace
Gallarate - Il sindaco: non c'è bisogno di una variazione di prg, i luoghi adatti ci sono già
Bisogna fare in fretta. Prima che inizi la campagna elettorale. E’ vero che non si vota a Gallarate, ma ci sono le amministrative in molte città della provincia e il caso moschea può avere persino ripercussioni nazionali, in vista delle elezioni europee. Il tempo corre come un treno; domani, otto gennaio, c’è un’altra scadenza importante, l’inizio del processo a Milano contro l’imam di via Peschiera, Mohammed Mahfoudi, accusato di finanziare frange del terrorismo islamico.
La soluzione del caso moschea è lontana, ma, di fronte all’intransigenza della Lega Nord, è cresciuta una mobilitazione per la ripresa del dialogo. L’orazione pubblica di Moni Ovadia, a difesa della tolleranza, ha smosso qualche animo e visto la presenza in sala di alcuni assessori della maggioranza.
Forza Italia, con il sostegno di An e Udc, potrebbe chiudere la vicenda. Ha già dimostrato di poter votare qualunque provvedimento senza la Lega e senza che questo metta in discussione l’alleanza, perché non provarci? Gallarate è la capitale provinciale di Forza Italia, è il comune più grande amministrato dai berlusconiani, ed è la città dei più influenti politici del partito. Qui comandano loro.
«Non conviene a nessuno lasciare le cose come stanno – dice Angelo Protasoni del coordinamento pace & Solidarietà – è solo una patata bollente. La giunta non farà bella figura non risolvendo il problema, ma la farà se sarà capace di trovare una soluzione positiva».
La Lega vorrebbe una soluzione nettissima di sgombero e chiusura totale, ma è un fondamentalismo che non fa parte della tradizione culturale del nostro paese e se il sindaco non l’ha accontentata fino ad oggi, un motivo ci sarà.
Per l’opposizione, le strade possibili sono due: «O si decide una variazione d’uso per l’edificio attuale o si concede un luogo per il culto con una variazione di piano regolatore» spiega il deissino Pierluigi Galli. Che è ottimista: «Mi sembra che si stia aprendo uno spiraglio».
La posizione del sindaco, Nicola Mucci, non è mutata rispetto a qualche settimana fa: «Sì al dialogo ma anche al rispetto delle regole». E la variazione di Prg? «Non ce ne bisogno – risponde il primo cittadino – ci sono già delle aree destinate al culto in città». La strada istituzionale, dunque, esiste.
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