Azzurra Air, crisi nera
Stipendi non pagati, aerei che non volano e un futuro a rischio per 420 dipendenti
E’ in un bel guaio la Azzurra Air, compagnia fino a ottobre partecipata al 49% da AirMalta, 420 dipendenti, 13 aeromobili e una quota di mercato che anche se non è mai decollata fino in fondo, dava comunque prospettive per il futuro.
Per l’azienda che ha la propria sede operativa a Malpensa e quella legale a Gallarate si è aperta una voragine che sarà molto difficile richiudere. AirMalta ha abbandonato il capitale sociale, scatenando anche una guerra sulla proprietà degli aeromobili. Da tredici che erano sono ora solo due i velivoli operativi. Ma chi comanda oggi in Azzurra Air? La proprietà effettiva dovrebbe essere passata a Seven Group, un fondo di investimento presieduto dal finanziere Mario Palmonella, già protagonista di un tentativo di acquisizione in Francia, lo scorso anno, della Air Littoral, azienda peraltro in grave crisi.
Se Azzurra dovesse naufragare sarebbe il secondo caso di crisi nell’industria aeroportuale gallaratese, dopo i guai della Air Europe, altro gioiello della cittadina a due passi da Malpensa, acquisita da Volare group.
Certo, la storia di Azzurra, a sentire i dipendenti, è ben diversa e in molti temono che non ci sia la volontà di risanare l’azienda. «Negli incontri con l’azienda ci avevano detto che era in corso una ricapitalizzazione di 21 milioni di euro – spiega un delegato della Cgil – eppure non ci è stato ancora pagato lo stipendio di gennaio». Dieci giorni di ritardo, ma soprattutto incertezza e il sospetto che qualcosa non quadri. Si parla di problema di liquidità, ma i lavoratori vorrebbero anche capire con quali strumenti l’attuale dirigenza intenda andare avanti. L’azienda per ora non rilascia dichiarazioni.
L’ultima fiammata della società è del 22 gennaio, quando un comunicato annunciò che il cda aveva deciso di cooptare il dottor Fabio Arpe con il ruolo di Vice Presidente operativo. «L’incarico – recitava la nota – si inserisce nel quadro della attuale fase di rilancio aziendale che prevede l’attuazione di un piano strategico mirato alla realizzazione di una primaria compagnia regionale europea». Nello stesso comunicato si parla di «scelte per l’attuazione di un nuovo network che sarà reso noto nel corso del prossimo mese di febbraio». Ma per ora è silenzio.
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