|
«Nessuno è mai venuto a chiederci asilo politico». Nessun bisogno, nessun centro di accoglienza. Lo ha detto l’assessore ai servizi sociali Roberto Bongini, rispondendo a una richiesta della Margherita che chiedeva alla città di partecipare a un bando per costruire alloggi a favore degli asilanti. Le richiesta, presentata una prima volta qualche mese fa dalla lista Buffoni, è stata sostenuta a diverse riprese in varie amministrazioni della provincia di Varese. I cittadini stranieri che arrivano alla Malpensa vengono inviati, dopo il riconoscimento, alla questura di Varese. L’esame della domanda di accoglienza, a Roma, può durare anche qualche mese, un periodo durante il quale gli stranieri non possono lavorare regolarmente. A Varese esiste un centro di accoglienza, mentre alcuni comuni della provincia (ad esempio Sesto Calende) si sono attrezzati per costruire alloggi da destinare ai rifugiati. La Regione Lombardia ha anche istituito un apposito bando che prevede una linea di finanziamento dedicata solo alla costruzione di un tetto per i rifugiati politici. Gallarate, data la sua posizione, è chiaramente in prima linea, ma visto che la procedura prevede l’invio agli uffici statali del capoluogo, viene coinvolta solo in seconda battuta. E proprio nel momento della ricerca di un tetto. Secondo l’assessore ai servizi sociali, il recente lavoro sui piani zona, che ha coinvolto otto comuni del gallaratese, non ha evidenziato alcuna necessità rispetto ai rifugiati politici. Possibile che i documento ufficiali non considerino minimamente il problema? «Leggendo il piano di zona – spiega Bongini – posso dire che nessun comune ha sollevato la questione, per questo abbiamo riposto a Gianfranco Selvagio, consigliere comunale della Margherita, che non lo ritenevamo un bisogno sentito in città. Inoltre, il bando è sproporzionato: prevede la costruzione di numerosi alloggi, un impegno che non mi sembra, come dicevo, adeguato alle nostre esigenze». La questione sembrerebbe chiusa, ma probabilmente non finisce qua. Le associazioni che si occupano di stranieri sono da tempo sul piede di guerra e accusano apertamente l’amministrazione di non voler fare nulla a favore degli immigrati, una posizione emersa non più tardi di un mese fa da parte del coordinamento Pace & Solidarietà sulla questione moschea. E’ vero che il problema asilanti va seguito e coordinato a livello provinciale, ma è anche vero che solo la disponibilità delle singole amministrazioni può favorire l’apertura di alloggi per i rifugiati e gli extracomunitari in genere.
|
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.