La scuola secondo Rifondazione: un progetto di legge arriva in Regione
Presentata al Pirellone una proposta di legge per rilanciare gli interventi di competenza regionale sull'istruzione
Sette milioni di euro per il diritto allo studio di un milione di giovani lombardi contro 36 milioni per il rimborso delle rette a favore dei 57 mila studenti che frequentano la scuola privata. Una vera “ingustizia” secondo Rifondazione comunista che ha oggi presentato in consiglio regionale un disegno di legge proprio sulla scuola.
«Non ci stancheremo di denunciare – spiega il consigliere regionale di Rifondazione comunista, Giovanni Martina – che il più grande investimento regionale sulla scuola è destinato a pochissimi alunni degli istituti privati, spesso figli di famiglie con redditi alti e molto alti o, al contrario, talvolta talmente bassi da essere in odore di evasione fiscale. A tutti gli altri restano le briciole. Questa è la considerazione che Formigoni e la sua maggioranza hanno per il diritto allo studio dei ragazzi lombardi!».
La proposta di Rifondazione prevede l’erogazione di risorse regionali alle famiglie di studenti sia delle scuole statali che di quelle paritarie, provvedendo alla parziale o totale copertura della spesa per i libri di testo e dando un contributo per la mensa e per il trasporto scolastico. Con l’obbligo, altresì, di garantire la gratuità di tutti i servizi individuali che consentono l’adempimento dell’obbligo scolastico per i ragazzi in condizione di handicap. Alla Regione spetta anche il compito di istituire la Carta dello Studente che dà diritto alla gratuità del trasporto pubblico, delle iniziative culturali, dei corsi che rilasciano la certificazione di crediti formativi legati alle nuove tecnologie e alle lingue, della consumazione – durante la fascia oraria delle lezioni – di un pasto presso strutture convenzionate e al rimborso dei viaggi di istruzione.
«La legge regionale attualmente in vigore sul diritto allo studio, la 31 del 1980 – spiega ancora Martina – è una buona legge ed è per confermare la validità dei suoi principi ispiratori, pur superandone alcuni limiti evidenti, che abbiamo strutturato la nostra proposta in forma di modifica della stessa. Il problema è che finora la Regione le ha sottratto sistematicamente risorse, attuando la precisa scelta ideologica di finanziare esclusivamente le scuole private. Riteniamo invece che, oggi più che mai, sia necessario un investimento vero per rendere effettivo il diritto all’istruzione di tutti gli studenti. Ed è proprio in tale direzione che va il nostro progetto».
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