Mani Tese: da Varese all’Eritrea per cercare l’acqua
Intervista con il coordinatore del neonato gruppo malnatese Giacomo Petitti
Il mondo delle Organizzazioni non Governative (ONG) che operano nella Provincia di Varese si è arricchito da Ottobre: è infatti nato il Gruppo Mani Tese Malnate, formato da una quindicina di giovani volontari, animati dalla volontà di poter migliorare la vita di molte persone con la propria opera. Il fondatore del Gruppo è il Giacomo Petitti, giovane laureato in Scienze Politiche all’Università Cattolica di Milano.
Sig. Petitti, come si è avvicinato al mondo delle ONG?
In questo momento sto svolgendo servizio civile come obiettore di coscienza presso la sede centrale di Mani Tese a Milano. Già da qualche anno avevo in mente di collaborare come volontario con associazioni e ONG operanti nel campo della cooperazione allo sviluppo, e quella del servizio civile è stata un’ottima occasione per avvicinarmi a questo mondo.
Perchè ha scelto Mani Tese come Organizzazione di riferimento?
Conoscevo già Mani Tese prima di iniziare il servizio civile, per questo ho fatto esplicita richiesta di svolgere il servizio civile lì. Ho scelto Mani Tese perché ne condivido la filosofia e i metodi di cooperazione allo sviluppo. Mi piace in modo particolare la doppia anima dell’associazione, che si rivolge da una parte al Sud del mondo cercando di creare percorsi di sviluppo sostenibili nel lungo periodo attraverso la collaborazione con i partner locali, e dall’altra parte ai consumatori del Nord del mondo per favorire la presa di coscienza della responsabilità delle nostre azioni.
L’idea di creare un Gruppo a Malnate è nata nel periodo del Servizio Civile o è un progetto che teneva nel cassetto da tempo?
L’idea è nata durante il periodo di servizio civile, durante il quale ho avuto occasione di conoscere alcuni dei 40 gruppi di volontari che operano su tutto il territorio italiano, rimanendo colpito dalla loro vitalità e dalla loro voglia di fare. Ad un certo punto mi è venuto spontaneo pensare alla possibilità di far nascere un gruppo anche nel mio paese, a Malnate, e a conti fatti non è stato così difficile!
Come ha convinto gli altri membri a partecipare? C’è stata un’adesione immediata o ha dovuto faticare per trovare gente disposta a spendere il proprio tempo in un’opera di volontariato di ampio respiro come quella che Manitese mette in campo da oltre quarant’anni?
Il gruppo è essenzialmente composto da amici che, una volta venuti a conoscenza dell’attività e delle finalità di Mani Tese, hanno scelto di impegnarsi direttamente per realizzare delle attività sul territorio varesino. Non è stato difficile trovare delle persone, anche perché lo stile delle nostre riunioni non è certo pesante o noioso. Ci troviamo assieme, mangiamo e beviamo qualcosa e discutiamo delle iniziative da proporre con naturalezza.
Come avete intenzione di muovervi sul territorio varesino? Quali sono le iniziative che avete già realizzato e quali i progetti futuri?
Il gruppo è attivo dai primi di ottobre. A metà Novembre abbiamo partecipato all’Operazione Nocciolina, un’iniziativa seguita da tutti i gruppi sul presenti sul territorio nazionale. Si tratta di una iniziativa dalle caratteristiche molto simili a quelle del commercio equo e solidale. L’obiettivo è quello di vendere attraverso dei banchetti presenti nelle principali piazze italiane delle noccioline prodotte dalle popolazioni del Salvador che sono state colpite dall’uragano Mitch nel 1998. Il ricavato della vendita ritorna per il 90% in Salvador, attraverso progetti di cooperazione e di sviluppo. Ad oggi abbiamo in cantiere tre eventi paralleli: – la partecipazione a "100 strade per giocare", iniziativa organizzata per il 18 Aprile dalla COPUF e da Legambiente, all’interno della quale gestiremo un workshop in cui si costruiranno burattini con materiale di recupero e un teatrino di burattini che metterà in scena una storia a tema sul riciclaggio; – la partecipazione alla Global March, da una parte collaborando con il gruppo di Gallarate, che ospiterà alcuni bambini lavoratori, per le iniziative collegate al loro arrivo sul territorio varesino, e dall’altra cercando di essere il più possibile presenti a Firenze nei giorni "caldi" in cui ci sarà bisogno di volontari; – l’organizzazione di un evento (festa più mostra) per i primi di giugno il cui tema centrale sarà l’acqua, con l’obiettivo di finanziare il progetto che abbiamo adottato relativo alla costruzione di pozzi in Eritrea. Per il prossimo anno vorremmo inoltre attivare dei percorsi di educazione allo sviluppo nelle scuole, attività per la quale ci stiamo attrezzando.
Il progetto che finanziate in Eritrea pensa che possa coinvolgere gli Enti Locali della provincia, in un territorio come il nostro che sull’acqua ha fondato la sua ricchezza?
Attraverso il neonato gruppo di Malnate stiamo cercando di finanziare un progetto relativo alla costruzione di due pozzi nella regione di Gash Barka, in Eritrea, in una zona che ne è del tutto priva. Questo ci dà l’opportunità di occuparci più in generale della questione dell’acqua, tema che assume sempre più importanza a livello planetario, e rispetto al quale penso che gli Enti locali non possano rimanere indifferenti. Mi auguro quindi che anch’essi si lascino coinvolgere, in un’ottica di collaborazione e di confronto.
Avete avuto contatti con altre Organizzazioni che operano nello stesso ambito di Manitese?
Dal prossimo mese cominceremo a seguire la Consulta Sociale di Malnate, organo che riunisce le associazioni che si occupano di temi sociali sul territorio malnatese. Questo ci permetterà di entrare in rete e di mantenere uno stretto contatto con gli ambiti associativi a noi più simili.
Le Istituzioni varesine si sono dimostrate disponibili?
Fino a questo momento direi che certamente lo sono state, anche se non si è ancora verificata l’occasione per lavorare insieme.
Pensa che anche a Varese, città da sempre poco incline ad aprirsi al sociale e apparentemente chiusa nel proprio egoismo, ci sia spazio per Organizzazioni come la vostra, che vivono proprio grazie alla solidarietà e alla cooperazione della gente comune e delle Istituzioni?
Sono convintissimo che lo spazio ci sia, e il fatto che esista questo pregiudizio secondo il quale Varese non sarebbe particolarmente attenta ai temi sociali costituisce uno stimolo in più per coinvolgere i cittadini e le istituzioni con le nostre idee e i nostri progetti.
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