Ceresio, un lago che boccheggia

Il sistema informativo nazionale ambientale avverte: rischio eutrofia per il lago di Lugano

Il lago Ceresio rischia di rimanere senza ossigeno. L’allarme lo lancia il Sistema informativo nazionale ambientale (Sina) che attesta al primo posto di questa poco felice classifica dei laghi a rischio eutrofia, il lago di Lugano. Dai dati emerge che la concentrazione di fosforo nelle acque di questo lago sono ben al di sopra i limiti e la diretta conseguenza di queste alte concentrazioni è la diminuzione dell’ossigeno. Se non si attuano interventi urgenti il Ceresio rischia di finire come alcuni laghetti alpini ticinesi, senza pesci. Ma a gettare acqua sul fuoco è la Commissione internazionale per la protezione delle acque italo-svizzere la quale precisa che di interventi per il risanamento delle acque ci sono stati in passato, con alcuni risultati positivi, e ce ne saranno nel prossimo futuro. La commissione internazionale ammette che lo scenario non è dei più confortanti ancora oggi ma rilancia specificando che i maggiori problemi si hanno al di sotto dei cento metri di priofondità. Qui i dati del Sina e della commissione combaciano e la realtà è la quasi completa assenza di vita ittica e, quindi, di ossigeno. I fondali sono pieni di fosforo – denuncia il Sina – e una corrente particolarmente forte potrebbe riportarlo in circolo e vanificare qualsiasi sforzo di depurazione. Ma la commissione non è dello stesso parere ed esclude che possa accadere. L’allarme eutrofia riguarda decine di laghi e laghetti nella fascia di confine e il lago Maggiore non è meno rispetto ad altri coinvolto in questo problema. E al Verbano mancava solo questa. Infatti è noto già da anni che la pesca è ancora sottoposta a speciali regolamenti restrittivi che la vietano per la maggior parte delle specie presenti (per la precisione dal ’97) a causa dell’ancora elevata presenza del Ddt  e di mercurio, ancora oggi utilizzato, proveniente dal tristemente famoso stabilimento di Pieve di Vergonte. Non c’è pace, quindi, per questi laghi che se nel passato hanno dato da mangiare, attraverso la pesca, a migliaia di persone, oggi sono meta turistica per tedeschi, svizzeri, olandesi, che tranquillamente si bagnano nelle loro acque a dispetto dei divieti che spuntano ovunque. I progetti di risanamento delle acque del Ceresio e del Maggiore avranno bisogno di molti anni e di moltissimi soldi per sortire gli effetti sperati e, su questo punto, sono d’accordo tutti gli istituti e le commissioni che su di essi hanno effettuato ricerche. 

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Pubblicato il 03 Giugno 2004
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