Omicidio Milani, Petricca condannato a 27 anni

La corte d'assise condanna anche il secondo uomo del delitto della tabaccheria

Claudio Petricca è stato condannato a 27 anni di carcere per l’assassinio di Eugenio Milani. Dopo otto ore di camera di consiglio, la corte, alle 19, ha pronunciato la sentenza che inchioda il complice di Vincenzo D’Alfonso per l’omicidio del ragazzo, ucciso nel 1996 durante una rapina nella tabaccheria della madre a Crenna.
La sentenza, letta in aula dal presidente, il giudice Anna Azzena, attribuisce a Petricca la colpevolezza di omicidio in concorso, tentata rapina, detenzione di arma e furto d’auto. Lo assolve invece per la ricettazione. Il pubblico ministero, Tiziano Masini, aveva chiesto l’ergastolo.
Una condanna comunque molto dura, che arriva alla fine di un processo combattuto. La difesa, rappresentata dai legali Patrizio Lepiane e Marilena Guglielmana, ha tentato per tutto il dibattimento di smontare la tesi accusatoria. Petricca si è sempre proclamato innocente. Non è stato lui a sparare, ma questo non gli ha vitato la condanna. 
Per Anna Maria Schiavini, madre di Eugenio Milani, una giornata di grande commozione. Dopo la lettura della sentenza, la madre del ragazzo assassinato ha pianto, abbracciato i legali e non ha rilasciato nessuna dichiarazione. L’avvocato di parte civile Davide Tassinari, legale anche dell’Associazione Tabaccai, ha parlato di grande soddisfazione: «Una sentenza che esprime giustizia verso la collettività – ha commentato – e che spero sia esemplare e possa dissuadere altri da atti violenti di questo tipo».
Petricca ha accolto la lettura della sentenza immobile, pietrificato. E’ apparso sconvolto e incredulo. Tra i suoi familiari, presenti in aula, altrettanto dolore. «Non se lo merita» hanno continuato a ripetere, sopraffatti dalle lacrime.
L’avvocato difensore Marilena Guglielmana attende di leggere le motivazioni: «Non ha avuto l’ergastolo – ha detto – e comunque D’alfonso un giorno dovrà dire la verità» ha poi aggiunto, riferendosi all’esecutore materiale del delitto, già condannato a 20 anni di carcere dal gup.

Le tappe della vicenda
10 dicembre 1996.
Due uomini con il volto coperto entrano nella tabaccheria di via Locarno, a Gallarate. Il figlio della proprietaria, Eugenio Milani, 16 anni, reagisce. Uno dei due esplode un colpo di pistola che ferisce mortalmente alla testa il ragazzo.
19 settembre 2002.
Dopo sei anni di indagini, il pm Tiziano Masini e gli uomini della questura di Varese annunciano di aver rintracciato e arrestato Vincenzo d’Alfonso, sospettato di essere l’uomo che sparò.
27 settembre 2002
Procura e Questura arrestano a Ravenna Claudio Petricca, sospettato di essere il complice.
7 ottobre 2003
Si apre il processo in corte d’assise al secondo uomo, Claudio Petricca.
13 ottobre 2003
Vincenzo D’Alfonso, reo confesso, viene condannato a 20 anni di carcere. Il processo si celebra con il rito abbreviato.
8 giugno 2003
Claudio Petricca, 37 anni, viene condannato a 27 anni di carcere in corte d0assise per il concorso in omicidio. Secondo i giudici era lui il complice che entrò nella tabaccheria insieme a D’Alfonso.

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Pubblicato il 08 Giugno 2004
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