Don Camillo è tornato: «Sì al carcere a Bizzozero»
Domenica 4 luglio il Varese Social Forum ha organizzato un pic-nic nel pratone de La Villa
La politica è in stallo, i cittadini guardano dall’altra parte, anche il prete si è messo di traverso. A sostenere, con coraggio e costanza, il proprio dissenso verso il nuovo carcere in via Piana di Luco sono sempre e solo loro: il professor Talamona, voce degli Amici di Bizzozero, il Varese Social Forum, Italia Nostra, Lega Ambiente, qualche cittadino avvertito. Con loro Luigi Marta e Omerio Offredi, i due contadini i cui terreni sono a rischio esproprio dalla nuova cementificazione.
L’approvazione in consiglio comunale della variante al piano regolatore ha fatto fare al futuro carcere un grosso passo avanti. Le opposizioni politiche in base ai numeri nulla hanno potuto. La città, su un tema che potrebbe essere ecumenico, non si agita, non crea movimenti d’opinione. Gli stessi abitanti di Bizzozero sembrano distratti, «forse perché politicamente vicini alla maggioranza, forse perché anche il prete dal pulpito si è dichiarato apertamente per il nuovo carcere».
Una sgradevole sensazione di essere minoritari. «I politici ora attendono che la gente si mobiliti». Come dire: andate avanti voi, se succede qualcosa veniamo in aiuto.
Un certo scoramento non ferma l’anima movimentista: «Continueremo a sostenere la nostra idea di un parco Varese sud, sovracomunale e a osteggiare questo progetto abnorme per le esigenze penitenziarie di Varese e illogico rispetto al piano regolatore di Varese».
Vecchie critiche e nuove emergono: «È noto che questo territorio sia a rischio idrogeologico, ma questo aspetto non è stato minimamente preso in considerazione nell’approvazione della variante». Da Antonio Lelli, di Italia Nostra, parte la critica a Varese Europea: «Questa associazione è nata anche per tutelare l’ambiente e salvaguardare le zone verdi tra centri abitati per tutelarne l’identità. Il nuovo carcere contraddice apertamente questa impostazione».
Dubbi sulla stessa applicabilità della variante. «È tecnicamente impensabile che il carcere possa essere fatto in zona piana di Luco, che si trova ad un livello inferiore rispetto a La Villa. Quella variante verrà inevitabilmente stravolta».
Indubbiamente l’intervento di Carlo Segre, presidente varesino di Italia Nostra ha riportato, è il caso di dirlo, in prima pagina la questione: un attacco in piena regola al cuore della contraddizione tra la filosofia del piano regolatore e il nuovo progetto.
Ma è ancora troppo poco.
«Quello che sta succedendo qui – conclude Talamona – può accadere solo perché la volontà politica ha prevalso sulla dimensione sociale della comunità. A Varese si punta sul decoro e sulla bellezza estetica delle aiuole, ma è priva di sensibilità nei confronti delle macroquestioni. La sfortuna di Bizzozero è di far parte di Varese». Per sollecitare ancora una volta l’opinione pubblica, il Varese Social Forum insieme a quanti sostengono la battaglia ha organizzato per domenica 4 luglio un pic-nic festoso proprio nel pratone del La Villa. Per far conoscere l’area con una visita guidata della Lipu, spettacoli di clown e teatrini per bambini.
Prima che arrivino le ruspe.
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