«Ricerca e sviluppo economico, una sfida per la Provincia»

Università dell'Insubria, Liuc, artigiani a colloquio con la sinistra provinciale alla Festa dell'Unità

La sfida è comune; interessa tutte le parti concertative della provincia, ma la sinistra locale vuole farsi in qualche modo promotore di un dibattito che trovi soluzioni precise. "Ricerca e innovazione la sfida a Varese ed in Italia" è il tema di un incontro (venerdì 23 Festa dell’Unità ore 21.15) cui parteciperanno Andrea Ranieri, della segreteria nazionale Ds, Mirella Pilone, dell’Università dell’Insubria, Giacomo Buonanno, preside di ingegneria della Liuc,Marino Bergamaschi, direttore dell’Associazione artigiani, coordinati da Stefano Tosi, capogruppo provinciale dell’Ulivo. 
«La catena di trasmissione tra ricerca e impresa – spiega Tosi – è un problema cruciale. Tanto a livello nazionale quanto locale. Un problema che la stessa giunta provinciale ritiene ancora irrisolto».
Come riuscire a mettere insieme l’impresa e le eccellenze tecnologiche è una delle sfide che il nostro territorio dovrà vincere. Lo potrà fare – ribadiscono da via Monte Rosa – solo mettendo insieme gli attori sociali ed economici più importanti in un progetto condiviso. 
«Lo stesso tavolo di concertazione, forse per riflesso di scelte fatte a livello nazionale per anni non è stato all’altezza del compito. Solo di recente ha capito di dover affrontare di petto la sfida. E su questo tema l’Ulivo da tempo propone anche un consiglio provinciale aperto sul tema». 
Mettere intorno al tavolo, università privata e pubblica e le categorie economiche è un passo in questa direzione.
L’urgenza è data anche dai tempi: i tagli decisi a Roma colpiscono ricerca e sviluppo. «Vogliamo capire bene la natura della politica dei centri d’eccellenza. La Lombardia si era candidata per essere la sede di tre poli: la biotecnologia, i nuovi materiali, tecnologie della comunicazione. Il governo ha favorito solo le biotecnologie. Vogliamo capire se l’eccellenza è una scelta seria o solo fumo negli occhi».
I dati recenti confermano che solo il 6,5% degli assunti nelle imprese proviene dall’università. Altro numero che dovrebbe generare una serie di riflessioni profonde, sulla trasmissione del sapere dalla ricerca all’ambito produttivo. 
Una governance forte e investimenti cospicui, sono le due condizioni necessarie. «Ma ancora di più – conclude Tosi – occorre che i vertici apicali che rappresentano il nostro territorio trovino un’intesa comune, per cogliere occasioni, creare opportunità. Sta poi a tutti noi, attori locali, presentare seri progetti di sviluppo».

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Pubblicato il 22 Luglio 2004
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