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Un impianto all’avanguardia a livello europeo, tra i più evoluti in Italia per il trattamento dei rifiuti organici e del verde. Così è stato più volte descritto dalla proprietà della struttura l’impianto sorto qualche anno fa alla Breccia, località tra l’abitato di Gemonio e quello di Cittiglio, lungo la statale e a due passi dall’ospedale. Ma da ieri l’impianto è chiuso. La Procura della Repubblica di Varese ha infatti disposto il sequestro della struttura, impedendo di fatto nuovi conferimenti. Alla base della decisione della magistratura varesina sembrano esserci le diverse segnalazioni giunte sul tavolo della procura in relazione a emissioni odorose che ammorbano da tempo l’aria di quella zona. Sull’impianto già da tempo si sono concentrate le attenzioni delle amministrazioni comunali, in particolare di quella di Cittiglio, che spesso si sono lamentate della puzza presente nella zona. A tale proposito la Provincia in passato ha disposto più volte alt temporanei al conferimento di rifiuti e rilevazioni da parte dell’Arpa per la misurazione degli odori. In passato un ricorso del Tar presentato dalla proprietà dell’impianto, la Inva, aveva sbloccato lo stop allo smaltimento dell’umido già nello scorso novembre, e fino al 2 luglio. Da questa data la stessa Provincia aveva posto il veto alla continuazione del conferimento dell’umido. Ieri, infine, la doccia fredda, con i sigilli apposti dalla polizia provinciale su ordine delle Procura. L’impianto, però, non cesserà di funzionare da subito: occorrerà smaltire l’umido fino ad oggi conferito e tuttora presente nei box.
La chiusura dell’impianto di Gemonio apre una nuova chiave di lettura sulla problematica dei rifiuti in provincia di Varese. Ora, infatti, l’unica struttura adibita a lavorare il verde e la frazione umida dei rifiuti è l’impianto di Ferrera di Varese, una struttura più piccola di quella di Gemionio, sulla quale potrebbe venir convogliata la parte di rifiuti che giungeva all’impianto di proprietà dell’Inva. Questo potrebbe tradursi in un sovraccarico di lavoro per l’impianto, ma anche in un aumento di camion che per arrivare alla struttura dovranno percorrere la statale della Valcuvia, aumentando il traffico da e verso Luino in un tratto di strada già fortemente congestionato. L’alternativa potrebbe venire nel convogliare l’umido che fino al 2 luglio arrivava a Gemonio in altri impianti, fuori provincia o addirittura in Piemonte, col rischio, però, di veder lievitare i costi di smaltimento.
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