Un sovrappasso per scavalcare il Ponte di Vedano
Il progetto preliminare, realizzato dalla Provincia, prevede anche un complesso sistema di rotatorie. I lavori potrebbero iniziare nel 2006
Un sovrappasso che scavalchi tutto il Ponte di Vedano, dal troncone "morto" della tangenziale est di Varese fino ad arrivare sulla strada per Lozza, la provinciale 57. È la novità principale del progetto preliminare realizzato dalla Provincia di Varese per affrontare il problema del traffico al Ponte di Vedano, da anni al centro di polemiche per le code chilometriche e i rallentamenti che si formano nelle ore di punta.
Da tempo la Provincia di Varese stava cercando una soluzione e la realizzazione di un’opera che risolvesse tutti i problemi è da anni subordinata alla realizzazione della superstrada Pedemontana, della quale però non si conoscono ancora i tempi di attuazione.
La Provincia ha così deciso di proseguire con le proprie forze, portando avanti un progetto che, oltre al sovrappasso, prevede anche la sistemazione della circonvallazione suddividendola in tre rotonde: una che smisti il traffico verso Tradate, una piccola verso Malnate Gurone, e una che regoli l’affluenza sulla strada per Lozza. Il sovrappasso, che scavalcherà tutte e tre queste rotatorie, partirà dal troncone "morto" della superstrada dell’Iper (oggi chiamata Tangenziale est Varese) e terminerà sulla strada per Gazzada, poco prima della rotonda recentemente realizzata a Lozza. Questo permetterà a gran parte delle auto che si dirigono verso Gazzada e l’autostrada, e vicersa, di evitare il nodo di Vedano.
La provincia ha appena terminato la stesura del progetto preliminare, secondo cui il sovrappasso sarà realizzato con una corsia per senso di marcia. «Abbiamo studiato il tutto basandoci sui progetti della Pedemontana – spiega l’assessore provinciale alla viabilità Carlo Baroni -, in maniera tale che in un secondo tempo, la società Pedemontana potrà realizzare la seconda corsia per ogni senso di marcia».
Il costo dell’opera è di circa 13 milioni di euro, dei quali la Provincia ne ha già a disposizione 8,5. «Dedicheremo il 2005 alla stesura del progetto definitivo e al reperimento dei fondi necessari – prosegue Baroni -. Non è escluso che i cantieri possano già essere aperti a inizio del 2006, naturalmente solo se saranno interamente reperite le risorse finanziarie. Sicuramente se riusciremo a mettere in cantiere definitivamente quest’opera, non solo saremo pienamente soddisfatti, ma dal punto di vista viabilistico potremmo permetterci di andare in pensione per dieci anni».
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