«Basta silenzio, adesso quereliamo»
La Camelot reagisce alle nuove accuse e si rivolge alla magistratura. Il Cda dell'azienda spiega i motivi della decisione
Riceviamo e pubblichiamo di seguito il comunicato del Cda della Camelot e del suo direttore generale Lorenzo Giancarlo Durante, nel quale sono contenute le ragioni della decisione di rivolgersi alla magistratura.
L’Azienda, in data 12 Ottobre 2004, per tramite dell’Amministrazione Comunale – destinataria diretta del documento- veniva a conoscenza di un esposto a firma di clienti o ex clienti della struttura medesima.
L’azienda rispetto al documento sopra citato, ai suoi contenuti, ai commenti ed alle polemiche levatesi a riguardo, ha osservato sino ad ora il più religioso silenzio, consapevole di aver gestito e di gestire, quale che sia la problematica, nel rispetto delle vigenti normative.
L’azienda, in data odierna, sempre per il medesimo tramite – nuovamente destinatario di altro esposto – rileva che ex dipendenti si sono espressi negativamente soprattutto riguardo la persona fisica del suo Direttore Generale.
L’azienda ha collaborato e collaborerà in futuro con gli organi ispettivi invocati onde chiarificare le problematiche di cui sopra, con la chiara volontà di rispettare, ancora una volta, il principio di trasparenza che essa stessa si è data.
Con rammarico però l’Azienda è costretta a rilevare che il suo silenzio, in vece di favorire i procedimenti chiarificatori, viene letto, anche come assenso alle critiche mosse, dove non addirittura come luogo opportuno per rivendicare questioni di natura puramente personale.
In nome della serietà con cui l’Azienda viene gestita, corre alla stessa l’obbligo, seppure conscia che l’attacco viene spesso mosso sulla base di angosce decisamente comprensibili, viste le situazioni familiari che gli autori si trovano a vivere, di ribadire fermamente la sua intenzione di porre termine a polemiche, fraintendimenti, letture estensive e distorte dei fatti occorsi.
Tutto ciò premesso l’Azienda informa di aver proceduto, e di procedere ad adire le vie legali, in sede civile e penale, onde dirimere le questioni sopra citate, presentando alla magistratura esposto, denuncia – querela. La stessa si riserva altresì di quantificare e reclamare nelle sedi più opportune i danni emergenti (danno d’immagine, lucro cessante etc…) derivanti dalle questioni summenzionate e dallo loro ampia diffusione mediatica.
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