«Chiariamo alcuni punti sulla Moschea»

Paolo Gasparoli rettifica quanto apparso su Varesenews in data 26 novembre

Desidero apportare alcune modifiche all’articolo comparso su Varesenews di venerdì 26 Novembre 2004.

La precisazione, resa necessaria a causa di probabili carenze di comunicazione da parte mia nel frettoloso colloquio telefonico avuta con il vostro giornalista, è indirizzata a chiarire quanto segue:

1.     la posizione espressa in merito alla soluzione del problema (impropriamente definito) della Moschea – in realtà Centro Culturale Islamico – che troverebbe una collocazione a Cajello nell’immobile già acquisito dalla Comunità Islamica di Gallarate, è il mio personale parere e non è quello del Coordinamento Pace & Solidarietà che sul tema non si è ancora espresso ufficialmente e, ritengo (è ancora un parere personale), anche in futuro eviterà probabilmente di dare indicazioni di dettaglio che non competono ad una realtà della Società Civile;

2.     la posizione ufficiale sinora espressa dal Coordinamento si sostanzia, invece, nel ritenere che l’Amministrazione Comunale di Gallarate, affermando, oramai da molti mesi, impedimenti amministrativi formalmente corretti, di fatto ostacola l’esercizio di un diritto garantito dalla nostra Carta Costituzionale;

3.     questo è il senso della petizione popolare che verrà presentata tra breve alla stampa e ai cittadini, con la raccolta di firme, non direttamente orientata, dunque, a “sponsorizzare” una particolare soluzione del problema, ma a sostenere che, se è giusto chiedere ai cittadini immigrati il rispetto delle leggi dello Stato è anche doveroso agire per garantire le concrete condizioni per l’esercizio – senza alcun onere per la collettività – di un diritto civile sancito dalla Costituzione;

4.     per quanto possa essere utile il mio personale parere, nel ribadire nella sostanza quanto Le avevo detto per telefono, non posso che auspicare che sia rapidamente trovata una soluzione al problema tra la Comunità Islamica e l’Amministrazione Comunale. Ritengo che tale soluzione non possa che essere concordata tra le parti, tenuto conto che, a quanto mi risulta, non esistono aree, destinate a luoghi di culto (ma siamo sicuri che sia questa l’unica destinazione di Piano compatibile per un Centro Culturale?), in grado di dare razionali risposte al caso. Nello specifico ritengo che l’edificio già acquisito a Cajello costituisca una ragionevole soluzione (attuabile con un semplice cambio di destinazione d’uso o, al più, con una modesta variante di Piano).

Nel ringraziare ancora per l’attenzione e per la disponibilità, prego di voler pubblicare e di dare adeguato risalto alla presente nota sul Vostro Organo di informazione.

Cordiali saluti.

Paolo Gasparoli

 

 

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Pubblicato il 30 Novembre 2004
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