«Il cantiere è un piccolo mondo»
Gilberto Poli lavora come responsabile dell'avanzamento lavori del cantiere di Bodio
È arrivato venticinque anni fa dalla Valtellina. E della sua terra ha conservato molti tratti compresa la lingua. Gilberto Poli, 53 anni, è uno di quelli che ha aperto il cantiere dell’Alp Transit a Bodio. È il responsabile dell’avanzamento dei lavori della galleria sud. Lavora per la Lombardi Sa e in occasioni speciali accompagna gli ospiti nella visita al cantiere.
«Per voi abbiamo fatto uno strappo alle regole. Qui non arriva nessuno per problemi di sicurezza».
Ci ha portati fino a 4 metri dal fronte della galleria. Davanti a noi resta solo la parte posteriopre della fresa della grande macchina lunga oltre 400 metri. Una macchina che si trasporta tutto dietro via via che la fresa lavora. Rotaie, cavi, uffici, officine, tutto il cantiere adibito allo scavo della galleria.
Un rumore infernale e una temperatura che continua a cambiare malgrado i raffreddatori. «Siamo a 27-28 gradi, ma ciò che conta è l’umidità. se si va oltre il 90% si blocca tutto».
Gilberto Poli in galleria ormai ci va poco. Un paio di volte alla settimana. «Ormai controlliamo tutto con i computer. Abbiamo programmi che ci forniscono tutti i dati». Anche la grande fresa è azionata da una serie di computer che sono a ridosso delle sue spalle.
In galleria si lavora otto ore filate per tre turni giornalieri senza pausa. I lavori devono andare avanti senza interruzioni. Il primo turno dalle 6 alle 12 si preoccupa della manutenzione e della pulizia e gli altri due dello scavo vero e proprio. In tutto il cantiere lavorano un centinaio di imprese e 1700 persone. Di queste una ventina sono italiane e 408 lavoratori provengono da varie zone del nostro paese.
Il cantiere è davvero multietnico. Sono presenti lavoratori di 13 diversi paesi. Ci lavorano tedeschi, austriaci, italiani, ma anche i sudafricani, esperti in pozzi ad alta profondità.
«I lavoratori hanno un’età media bassa. Molti vivono nelle baracche fuori dalla galleria. altri prendono case in affitto e qualcuno abitava già da queste parti».
Anche se Gilberto afferma che il lavoro non è pesante e le condizioni di salute sono salvaguardate, stare in galleria otto ore è dura e questo viene ricompensato con una retribuzione di un certo peso. Il lavoratore che guadagna meno si avvicina comunque a 4.000 euro al mese.
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