L’affaire moschea torna alla ribalta
Mucci: «Non ci sono le premesse per creare una moschea a Cajello». Selvagio e Baraudi invitano al dialogo
Questa sera tema scottante nel consiglio di terza circoscrizione di Gallarate: si parlerà della moschea, tornata prepotentemente alla ribalta negli ultimi giorni. La comunità islamica ha fatto sapere di aver acquistato, o meglio di essere in procinto di definire l’acquisto di un capannone in località Cajello, da adibire a moschea dopo i necessari lavori di messa in regola dell’immobile. L’attuale moschea di via Peschiera dovrebbe essere abbandonata entro marzo, quindi i tempi sono stretti. Dal comune arriva un forte no alla nuova moschea. Il sindaco Mucci invita alla calma, sicuro del fatto che il capannone non è a regola e non può essere adibito a luogo di culto: «A Cajello non ci sono aree che possono essere adibite a luogo di culto. Il capannone acquistato dalla comunità islamica non potrà mai diventare una moschea: se si prosegue su questa strada si riproporranno le stesse problematiche già viste a Cedrate. Non possono esserci sconti o scappatoie, va fatto tutto secondo le regole. La comunità islamica se vuole una moschea in regola, lavori per acquisire le aree che a Gallarate ci sono e sono note, senza cercare scappatoie dannose per tutti».
La Lega Nord ribadisce la sua posizione di chiusura totale sulla questione: «Chiederemo che ogni decisione in relazione alla moschea sia presa dopo aver consultato i cittadini. In passato gli islamici di Gallarate si sono dimostrati poco propensi al dialogo, la gente di Cajello non li vuole. Non facciamo generalizzazioni, ma la comunità di Gallarate si è dimostrata poco limpida: quando le moschee diverranno dei palazzi di vetro, potremmo avere meno dubbi, per ora il nostro no è fermo».
L’opposizione mantiene la posizione di sempre: «Per noi il dialogo è sempre la cosa migliore – dice Gianfranco Selvagio, capogruppo della Margherita in consiglio comunale – Il comune ha perso un’altra occasione di dibattito e di apertura. Liberare Cedrate dalla moschea potrebbe essere una cosa ottima, a Cajello non vedo controindicazioni. Ci sorprende che la maggioranza, dalla quale ci risulta sia partito il primo imput per la nuova destinazione della moschea, abbia fatto marcia indietro e si opponga alla soluzione Cajello. La nostra posizione è chiara: il dialogo è necessario per l’integrazione. È inutile alzare il tono della polemica e surriscaldare il clima».
Samir Baraudi, capo della comunità islamica varesina, è sulla stessa linea: «Abbiamo sempre di aiutare e promuovere il dialogo. La ricchezza culturale è un valore importante, la chiusura pregiudiziale è inutile e dannosa. Spero prevalga il buonsenso e che il comune aiuti i ragazzi della comunità gallaratese, che rappresentano una ricchezza per tutto il territorio, a trovare un luogo di culto adatto che favorisca l’integrazione. D’altra parte invito i fratelli di Gallarate ad agire secondo le regole».
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