Mercatini “Del Forte”, i no di Confesercenti
Secondo il direttore Gianni Lucchina la promozione turistica non va confusa con la ricreazione: «così facendo penalizziamo i mercati locali infrasettimanali»
La Confesercenti non vuole il “Mercato del Forte”, la serie di manifestazioni che nelle prossime settimane si svolgerà in alcune piazze del Varesotto. Motivo: si confonde il turismo con la ricreazione, proponendo un mercato che di tipico ha solo il nome.
«Abbiamo appreso che, nelle prossime settimane in diversi Comuni della Provincia (tra cui Luino, Gallarate, Tradate ecc.) sarà autorizzato lo svolgimento di un mercato denominato “Mercato del Forte” – afferma Gianni Lucchina, direttore della Confesercenti. Le ragioni addotte dalle Amministrazioni Comunali sono sempre le medesime: “promuovere ulteriormente il settore turistico e commerciale del nostro Paese”. Confondiamo turismo con ricreazione, riusciamo a presentare un mercatino come importante iniziativa turistica, per scoprire poi che chi vi ha partecipato proviene da Gazzada o da Gornate Olona».
Una “sperimentazione” già avvenuta nella città di Varese, lo scorso 27 settembre ed a Lavena Ponte Tresa, lo scorso 31 ottobre, con risultati – secondo Confesercenti – «devastanti per l’intero settore del commercio locale».
Ad essere penalizzati, a detta dell’associazione di categoria, i mercati infrasettimanali che invece puntano sulle piazze storiche della provincia.
«Al contrario si lasciano ancora i mercati settimanali in condizioni precarie, si proibisce a questi ambulanti di sperimentare mercati domenicali – afferma Lucchina – .Come già successo in altre località in questa giornata il mercato improvvisato venderà prodotti simili a quelli dei nostri operatori, i nostri ambulanti saranno a riposo e i negozi del centro saranno unicamente spettatori. Gli ambulanti, che settimanalmente garantiscono un servizio ai cittadini, li si tratta sempre con arroganza, le si priva dei propri diritti fondamentali. Autorizzare l’ennesima edizione di questo mercato improvvisato significa nei fatti arrecare un danno economico a tutte le imprese commerciali del nostro territorio, sia che esse operino in sede fissa che su area pubblica. Così facendo avremo solo consentito un ulteriore colpo alla piccola e media impresa del commercio locale».
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