«Volare sì, fallire no»
Grande manifestazione all'aeroporto per i dipendenti di Volare Gruop che vogliono difendere il posto di lavoro a rischio
«Volare sì, fallire no». L’hanno anche cantato sulle note di "Nel blu dipinto di blu" di Modugno; e proprio cantarle chiare all’azienda era l’obiettivo dei lavoratori – valutabili in oltre 250 – che questa mattina alle 11 si sono dati appuntamento presso la stazione ferroviaria di Malpensa, al Terminal 1, per manifestare a difesa del posto di lavoro: il loro corteo è stato un’occasione importante cui non ha voluto mancare nemmeno il presidente della Provincia Marco Reguzzoni.
«Non ci sono solo i dipendenti di Volare qui» ha ricordato Flavio Nossa della segreteria CGIL Varese. «Ci sono anche i lavoratori dell’indotto, che con il fallimento di Volare si troverebbero a spasso. Parliamo di 1400 dipendenti di Volare, concentrati per il 90% a Malpensa, più altri 600 lavoratori dell’indotto.
Duemila famiglie a rischio, e il colmo è che l’azienda, di per sè, era sana, questo fallimento si deve agli azionisti di Volare, è nato nei retrobottega delle banche». Fra le aziende dell’indotto, da citare soprattutto la partecipazione dei dipendenti della Ligabue, società di catering che ha Volare quale unico cliente – con immaginabili conseguenze in caso di fallimento; ma c’erano una ventina di lavoratori in rappresentanza degli impiegati degli uffici amministrativi di Volare, venuti da Thiene (Vicenza) sobbarcandosi 250 km di viaggio.
La CGIL e la Fit-CISL hanno guidato il corteo, che, accompagnato da uno schieramento di Polizia e Carabinieri degno di ben altri pericoli, dal terminal ha percorso i due ponti d’accesso per poi concludersi rientrando ai check-in al grido di «Ricapitalizzare – vogliamo lavorare», e ai lavoratori non è mancata la solidarietà anche da parte di qualche passeggero in attesa. Ma non c’erano solo i sindacati: anche tre Sindaci hanno voluto testimoniare l’appoggio delle istituzioni locali a chi resta di rimanere senza lavoro, innescando un grave problema economico e sociale. Mario Aspesi, Sindaco di Cardano al Campo, e i suoi colleghi di Sesto Calende Eligio Chierichetti e di Vergiate Ilio Pansini, hanno partecipato al corteo, mentre il Sindaco di Somma Lombardo Claudio Brovelli ha inviato una lettera per esprimere la sua solidarietà. Aspesi ha riconosciuto che Malpensa, «pur costruita in pieno Parco Ticino senza valutazione d’impatto ambientale, è il primo datore di lavoro della Provincia».
Proprio alla problematica del territorio si riferiscono i commenti di Umberto Colombo della segreteria CGIL provinciale: «Occorre che non siano alla fine i lavoratori a pagare per questa situazione drammatica, che minaccia di dare un colpo molto pesante all’economia provinciale. Dobbiamo salvaguardare i posti di lavoro». Il segretario della Fit-Cisl Dario Balotta ha annunciato che domattina i sindacati si incontreranno con la Regione per trovare una soluzione, tale però da escludere ogni "aiuto di Stato" lesivo della concorrenza. Il segretario della Filt-CGIL Lombardia Franco Fedele ha promesso che questa vicenda sarà «lunga e dura», invitando Formigoni, che pensa ad un vettore lombardo, a difendere a quello che già c’è, cioè Volare, e la magistratura di Busto Arsizio ad indagare a fondo i retroscena della crisi aziendale.
Per la Provincia erano presenti una rappresentanza dell’opposizione e il Presidente Marco Reguzzoni. «Bisogna lavorare per far decollare questo aeroporto» ha detto Reguzzoni. «Sono qui per questi lavoratori e per quanto rappresenta Malpensa per il territorio». Parlando con i sindacalisti, Reguzzoni ha poi citato la possibilità che si offra ad Alitalia o ad Eurofly la possibilità di assorbire, tramite cessione di ramo d’azienda, le attività di Volare.
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