Assemblea Accam, Busto: «State commettendo un falso in bilancio»

Approvato il nuovo Statuto di Accam SpA; Busto, sempre più isolata, pone sul piatto la questione della proprietà degli impianti

Secondo i consulenti legali del Comune di Busto Arsizio, Accam starebbe commettendo un falso in bilancio di clamorose proporzioni. È questa la notizia uscita dall’assemblea dei Soci di ieri sera a Legnano. Ad ogni modo, il TAR Lombardia e il Consiglio di Stato sono avvisati: presto avranno da lavorare sulla questione Accam.

In apertura di seduta il Sindaco di Busto Arsizio Luigi Rosa aveva chiesto e ottenuto di invertire l’ordine del giorno, ponendo quale primo punto in discussione la lettura del parere legale sollecitato da Gallarate per fermare la firma della convenzione Accam-Busto approvata lo scorso 25 ottobre dall’ assemblea dei Soci.

Il Presidente del Collegio dei Revisori Paolo Borri ha dato lettura del documento, dal quale emerge che la denuncia di Gallarate, basata sull’art. 2408 del Codice Civile, avrebbe avuto fondamento legale. Gallarate chiedeva conto di eventuali studi (richiesti dalla legge) sull’impatto economico-finanziario per le casse di Accam della convenzione approvata il 25 ottobre, ed eccepiva sulla validità dell’assemblea tenuta in tale data. Nel riconoscere che erano stati condotti studi solo sulla bozza di convenzione proposta da Accam a maggio (e poi ampiamente modificata), i legali concludevano che bene aveva agito il CdA nel non firmare la convenzione; quanto all’assemblea, invece, anche secondo il Collegio Sindacale di Accam essa era legalmente valida. Sulla convenzione del 25 ottobre non erano stati compiuti i dovuti studi d’impatto perchè su di essa pendeva già una possibile revisione in seguito all’approvazione, sempre il 25 ottobre scorso, di tre osservazioni di Gallarate che ne mettevano in forse alcuni aspetti. In conclusione, per quanto sussistessero elementi di invalidità della convenzione, l’esito delle indagini era negativo, in quanto il CdA non l’ha sottoscritta.

A questo punto Rosa ha chiesto se fosse stata fatta una perizia sul capitale sociale di Accam. Il Presidente della società Sergio Parini ha annunciato che secondo la perizia, stilata da Renzo Sangiorgi e giunta lunedì, il capitale sociale sarebbe da valutare fino a quasi 36 milioni di euro in quanto «Accam SpA ha la piena disponibilità, cioè è proprietaria degli impianti che utilizza». Dopo la lettura del passaggio relativo al capitale sociale, Rosa ha polemicamente abbandonato l’aula (anche perchè alle 21 iniziava il Consiglio comunale a Busto, ndr) delegando al suo posto l’avvocato Angelo Riccio, dello studio Galgano di Bologna.

Si è avuta quindi una breve schermaglia tra Parini e il rappresentante di Fagnano Olona, che accusava il CdA di «avere fatto votare questo Statuto a tutti i Consigli comunali solo per coprirsi le spalle», visto che tale voto, come emerso, era solo facoltativo. Nel frattempo Rosa osservava con i giornalisti che «Accam non ha alcun titolo sull’impianto senza convenzione: e siccome la perizia sul capitale sociale ha per presupposto proprio l’esistenza di una convenzione, l’intera votazione dello Statuto sociale di Accam SpA è viziata in partenza ed invalida. Ciò non toglie che, essendo consci dell’importanza di Accam, faremo di tutto per trovare una soluzione».

L’avvocato Riccio ha poi iniziato un devastante contrattacco legale. «Anzichè azzerare e ricostituire il capitale sociale, qui lo si rivaluta aggiungendoci gli impianti… Ma dov’è questo patrimonio? Nè l’impianto nè tantomeno il terreno su cui sorge sono di proprietà di Accam, e questo Statuto non ha valore. Anche perchè il titolo su cui si basa tutto, la Convenzione, non c’è da tre anni! Accam non ha alcun diritto sull’impianto: voi oggi commettete falso in bilancio». Risate soffocate dai banchi dal CdA. «Attenti, perchè qui ride bene chi ride ultimo. Voi non avete tutti quei milioni di euro, danneggerete i Comuni soci».

Parini, sempre più irritato ed aggressivo, ha controbattuto che «per la prima volta Busto si dichiara proprietaria degli impianti dopo averlo negato espressamente in passato. Perchè dunque gli altri Comuni da otto anni stanno pagando un mutuo da 65 milioni di euro? Per Busto, che pretende che bonifichiamo anche quello che non abbiamo inquinato noi? Dov’è scritto che Busto ha titolo agli impianti?». Implacabile, Riccio ha puntualizzato che Busto non reclama la proprietà dell’impianto ma delle aree su cui sorge, e che, senza una convenzione, in base al diritto d’accessione Busto diverrebbe proprietaria anche degli impianti. Ma la domanda più pesante di Riccio era: «A che serve la Convenzione se Accam è già proprietaria degli impianti?».

Nicola Mucci, Sindaco di Gallarate e capofila del fronte anti-Busto, ha invitato tutti alla cautela, «poichè queste considerazioni possono avere conseguenze anche per i bilanci di Busto». Tradotto in italiano: a fare i falsi in bilancio potreste essere stati voi, se gli impianti erano vostri…

In conclusione lo Statuto è stato approvato da tutti i Comuni presenti meno Busto, unica contraria, con l’astensione di Ferno e Lonate Pozzolo, ai ferri corti con Accam per salvaguardare la loro azienda locale di raccolta differenziata, la Sap.

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Pubblicato il 18 Dicembre 2004
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