Qualità della vita, Varese ancora bocciata
Secondo il rapporto pubblicato da Italia Oggi sulla qualità della vita in Italia, il capoluogo passa dal 71° al 58° posto, ma rimane tra le città che non raggiungono la sufficienza
Anche quest’anno giunge il rapporto sulla qualità della vita in Italia, spesso considerato una vera e propria spada di Damocle per molti comuni. Dopo i deludenti risultati dell’anno scorso, in cui Varese risultava una delle poche province del Nord a classificarsi nel terzo gruppo sui 4 presenti (fascia corrispondente alla valutazione “scarso”), quest’anno il voto finale contenuto nella classifica pubblicata su Italia Oggi non cambia ma, almeno, appaiono segni di miglioramento. Se infatti nel 2003 Varese si era classificata 71esima, quest’anno è in posizione 58, e in molti parametri di valutazione sembrano essersi verificati lievi miglioramenti. In ogni caso la nostra provincia rimane una delle poche, nel nord, con punteggi così bassi.
Ma cosa ha determinato, ancora una volta, questi “brutti voti”?
Di certo ad abbassare la media è stato anche il parametro criminalità: la provincia ha registrato una netta insufficienza, classificandosi 83esima. Quest’anno ci sono stati 1,46 omicidi e 341,75 furti in appartamento ogni 100 mila abitanti. Pessimo anche il parametro servizi, nonostante un lieve miglioramento (dall’86esimo all’81esimo posto): trova quindi giustificazione il bisogno sentito sempre più dai cittadini di nuove infrastrutture, in particolare quelle ospedaliere.
Oggi in provincia ci sono solo 4,63 posti letto per 1.000 abitanti. Ma il dato più deludente è quello del numero medio di studenti per classe nelle scuole superiori: oggi ogni singola classe deve ospitare circa 24 studenti, portando la nostra provincia a raggiungere il risultato peggiore in tutta Italia. Non è rassicurante nemmeno il tasso di natalità: la popolosità è bassa, mentre in media le famiglie sono composte da solo 2,44 membri.
Ma non tutto è andato male, anzi: qui il tenore di vita è risultato ottimo, Varese è 21esima, con un costo della vita non troppo alto, almeno rispetto alla media nazionale, e un buon importo medio mensile in pensione. Ovviamente poi, ad un buon tenore di vita, si accompagna anche una spesa maggiore nel tempo libero: in media i varesini sembrano preferire il cinema (dove spendono 5,81 euro pro capite), seguito dal teatro (3,98 euro) e lasciando in coda, sorprendentemente, lo sport (solo 1,48 euro). Piuttosto buono anche il giudizio sull’ambiente e nel settore affari-lavoro.
Per quanto riguarda la situazione nel resto d’Italia quest’anno sono gli abitanti di Treviso a dover essere fieri: la loro provincia è risultata prima, seguita da Mantova e Trento. Invece i risultati peggiori li ha ottenuti Enna, con valutazioni veramente basse. Ancora una volta la qualità della vita al nord è risultata nettamente migliore rispetto al sud, che non sembra andare incontro a grandi miglioramenti nel breve termine.
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