All’asta la Nardi
L'epilogo di una storica azienda di volanti per auto, arrivata all'ultimo atto
Sembra proprio arrivata al capolinea la vicenda della Nardi, storica azienda tradatese di volanti per auto, che domani, dopo la pratica di fallimento avviata nel 2003 dal Tribunale di Varese, sarà messa all’asta.
Con dicembre era scaduta la cassa integrazione ordinaria per i 26 lavoratori rimasti, che oggi sono scesi a 15. Il punto più basso per un’azienda che in passato ha occupato fino a 200 dipendenti, con clienti importanti e fatturati non trascurabili. La crisi, alla Nardi, è precipitata negli ultimi tre anni con un drastico calo di produzione: tre anni fa i lavoratori erano circa 120 e il fatturato superava i 40 miliardi di vecchie lire. Nel 2002 i dipendenti erano 56 e il fatturato è passato dai 18 miliardi dell’anno precedente, a 11. Nel 2003 la richiesta di fallimento da parte della dirigenza dell’azienda e la nomina di Nino Iannacone come curatore fallimentare.
Nessuno dei tentativi fatti dall’azienda, dal sindacato e dal curatore fallimentare in questi mesi di esercizio provvisorio è riuscito a sbloccare la situazione e così domani si terrà l’asta per trovare un acquirente disposto a rilevare l’attività.
Un passaggio cruciale, sebbene triste, per l’azienda e i dipendenti. «I contatti con possibili acquirenti nei mesi scorsi ci sono stati – spiega Marino Mazzola, della segretaria Fillea Cgil di Varese – Adesso aspettiamo di vedere se qualcuno subentrerà e se sarà intenzionato a rilanciare l’azienda. Appena si definirà la situazione vedremo di avviare contatti per garantire i lavoratori rimasti, auspicando ovviamente che chi entra voglia rilanciare l’attività».
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