«Da un tipo così bisognava aspettarselo»
Gli abitanti del paese non hanno dubbi: «Serra doveva stare in carcere»
Gli avventori dei bar posti nella piccola piazza di Maddalena (foto) sono stati i primi a capire qualcosa di quello che, poche centinaia di metri più in basso era appena accaduto. «Siamo arrivati in piazza poco prima di mezzogiorno per un veloce aperitivo» raccontano con il viso scosso. «Poco dopo è iniziato un via vai di auto dei Carabinieri e della Polizia. Poi le auto mediche e le ambulanze, infine i Vigili del fuoco ed un elicottero». Sulla riva destra del Ticino intanto tutto era già compiuto.
Il corpo di Efisio Serra è steso sul piazzale retrostante del bar-pizzeria “Fogador”, prima dell’arrivo dell’ambulanza (foto) che lo porterà via. Le forze dell’ordine transennano l’area ed allontanano i primi giornalisti e gli abitanti di Maddalena e Somma giunti sul posto. Sono proprio loro a raccontare quello che è successo quando ancora le voci ufficiali non si sbilanciano. «È stato Efisio. È arrivato con la pistola ed ha fatto una strage: da un tipo così bisognava aspettarselo» racconta una donna che si ricorda bene i precedenti penali dell’omicida. «Serra era già stato in carcere a lungo; una trentina di anni fa aveva ucciso a bruciapelo un ragazzo di Crenna con cui aveva litigato per motivi futili. Il fatto era successo proprio qui vicino, nei pressi del “ponte dei Canali”, dove si va a prendere il sole». Le voci si accavallano, qualcuno azzarda che anche il cognato di Serra, Ivano Ferrari, possa essere caduto sotto i colpi di pistola. Una ipotesi rivelatasi poi falsa.
I più scossi sono gli avventori abituali del “Fogador” che conoscevano bene tutte le vittime compresa Lorella Fabian, l’unica non imparentata con l’omicida. «Siamo stati qua due o tre giorni fa – raccontano due signori sulla settantina – e abbiamo visto anche lui, il Serra. Sappiamo del suo passato, lo conosciamo di vista; ci ha salutati in modo tranquillo, guarda ora che cosa ha combinato. E pensare che anche noi saremmo dovuti venire oggi a mangiare: ci capita spesso, anche perché Teresa era una brava cuoca. E poi da aprile in avanti siamo sempre al "Fogador": il bar e la spiaggia si riempiono di compagnie e di famiglie che vengono a prendere il sole». Uno dei due sfoga tutta la sua rabbia nei confronti dell’omicida: «Non è possibile che gente così sia in libertà. Dopo che ha scontato la pena per l’omicidio ha continuato a fare dentro-fuori dal carcere, tra una rapina ed una truffa. Eppure era in giro ed il risultato è questo. Che schifo».
Anche il sindaco di Somma, Claudio Brovelli (foto), ha commentato l’accaduto: «Ho appreso la notizia casualmente, poi le chiamate delle forze dell’ordine e la visita sul luogo della sparatoria. Neppure un’ora dopo l’accaduto c’era un grande via vai di carabinieri, poi è arrivato il magistrato».
Il sindaco conosceva l’omicida: «Efisio aveva la mia età, 55 anni. Era da poco uscito dal carcere. Problemi con la giustizia ne aveva avuti fino da quando era poco più che adolescente».
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