«Per aiutare i cittadini truffati il Comune non si muova da solo»
A un anno dal crack Parmalat ancora nessun risultato. E l'Ulivo lancia l'allarme: il credito al consumo sta facendo sempre più vittime
«Aiutare chi ha investito male i propri soldi e non sfruttare situazioni come quelle del crack Parmalat per fare demagogia e propaganda politica». Alessandro Alfieri capogruppo dell’Ulivo torna su una vecchia questione ma solo per lanciare una proposta nuova: l’Amministrazione comunale in collaborazione con le associazioni consumatori metta a disposizione uno spazio dove i cittadini possano recarsi e trovare sostegno o chiedere consigli.
La ragione di una tale richiesta non sta, appunto, nella vecchia questione del crack Parmalat ma in un fenomeno emergente che non è ancora finito sotto i riflettori mediatici e per questo, forse, non è ancora stato considerato in tutta la sua gravità. «Si tratta – spiega Alfieri – del credito al consumo, un fenomeno in espansione e che, sappiamo per certo, ha già messo in difficoltà molte famiglie. Si tratta in genere di persone anziane o di ceto medio basso che fanno ricorso a società di intermediazione finanziaria non sempre sicure ed affidabili. Le conseguenze spesso sono disastrose e chi chiede finanziamenti rateali a volte finisce sul lastrico. In più per pudore queste persone non escono allo scoperto e non chiedono aiuto, come invece sono riusciti a fare i risparmiatori della Parmalat».
Ed ecco che, secondo l’Ulivo, potrebbe entrare in gioco la sinergia associazione consumatori-Comune.
«A un anno di distanza come è andata a finire la vicenda Parmalat? Non bene – dice ancora Alfieri – E’ vero, l’Amministrazione comunale ha radunato molte delle persone truffate offrendo consulenza e la tutela di un avvocato come Gaetano Pecorella ma ancora oggi non si vede la fine del tunnel.
I primi risultati ci sono stati invece con il movimento dei consumatori che, forte dell’esperienza, ha messo in atto strategie ben più concrete e oggi un centinaio di consumatori è potuto arrivare ad una conciliazione e al rimborso. Sappiamo per certo che molti dei cittadini che avevano bussato alle porte del Comune di Varese ora si sono rivolti ai movimenti dei consumatori».
Quindi? Quindi, continua il capogruppo dell’Ulivo, sarebbe meglio per l’Amministrazione Comunale rinunciare ad un ruolo che non le compete ed appoggiarsi alle associazioni che da sempre tutelano gli interessi dei consumatori.
«I crack Parmalat, Cirio, Bond Argentina sono solo la punta dell’iceberg che in realtà nasconde un fenomeno sommerso e ben più vasto, quello appunto del credito al consumo. Se il Comune di Varese vuole aiutare tutti, ma davvero tutti i suoi cittadini, deve mettere da parte gli screzi avuti con le associazioni di consumatori e insieme individuare uno spazio all’interno di Palazzo Estense che serva da riferimento stabile. Niente di più impegnativo».
Fabrizio Mirabelli, portavoce dei Ds, aggiunge il resto. «Se l’Amministrazione comunale vuole davvero ergersi a paladina dei più deboli, lo faccia con tutti. Invece non ha detto una parola su Volare Web e tutti quei passeggeri che sono rimasti con un biglietto in mano che non vale più nulla. Non sono forse anche quelli i “risparmi della gente del Nord” che Fumagalli vuole tutelare ad ogni costo?».
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