Troppo cemento, Confesercenti bacchetta il comune
A lanciare l'allarme il direttore Lucchina: «Il rischio è di avere un Iper in ogni paese della provincia»
Ma la provincia di Varese ha bisogno di altri centri commerciali?
E’ questa la domanda che si pone Gianni Lucchina, direttore di Confesercenti, che lancia l’allarme supermercati. Secondo Lucchina la nascita di un nuovo supermercato Coop nella zona di Bobbiate, dove sono già presenti un Tigros e Un Gs, rappresenta l’ennesimo caso in cui la piccola distribuzione viene messa in pericolo, senza vantaggi per la collettività.
«Come si può facilmente capire la realizzazione di questi ulteriori metri cubi di cemento, dopo il raddoppio della Esselunga di Masnago, sarà un ulteriore colpo alle attività del centro e delle Catsellanze – spiega Lucchina. In cambio cosa avremo? Sembrerebbe che l’unico intervento viabilistico previsto sia una ulteriore rotonda nella zona del cimitero. Come si vede anche le motivazioni, che molto spesso gli Amministratori Pubblici ci portano a giustificazione di tali interventi, cioè la questione finanziaria, non hanno nessun fondamento visto che queste opere non servono alla città ma alle medesime imprese della grande distribuzione».
Lucchina si chiede a questo punto se davvero varese ha bisogno di tutti questi metri cubi di cemento
«Il prezzo che la città è chiamata a pagare viceversa è salato – continua Lucchina – : chiusura di numerosi esercizi commerciali del centro e delle castellanze, una perdita di professionalità e competenze e di numerosi posti di lavoro, una cementificazione selvaggia a discapito dell’ambiente e della qualità della vita, un forte incremento del traffico ecc. Continuare su questa strada significa più in generale cancellare tutte le nostre tradizioni, le nostre produzioni locali, le nostre peculiarità, di fatto omogeneizzare tutti i nostri acquisti, finiremo per mangiare tutti ai fast food».
La Confesercenti si chiede infine cosa accadrà in altre aree della città dove in passato si sono rincorse voci di aperture o destinazioni commerciali dedite alla grande distribuzione. «Nell’area ex Malerba cosa sorgerà? – si chiede in ultimo Lucchina – Noi abbiamo la convinzione che nascerà l’ennesima galleria commerciale. Siamo pronti e contenti di essere smentiti. Speriamo di sbagliarci. Speriamo che l’attuale maggioranza ascolti le nostre ragioni e l’opposizione esca dal lungo letargo»
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