Un parco per custodire la cultura di confine
Finanziato dall’Unione Europea un progetto di valorizzazione della zona transfrontaliera dal Mendrisiotto al Contado del Seprio
Come rilanciare e valorizzare un territorio che pur con un carico di problemi non indifferente, presenta un grande e interessante patrimonio di natura, arte e storia? Per dare una risposta a questa domanda, nell’area di frontiera tra Varese, Como e il Canton Ticino, si è dato vita ad una squadra, anzi uno squadrone, di enti, comuni e associazioni. Venti comuni italiani e svizzeri, due province e un cantone svizzero sono infatti i firmatari di un interessante progetto transfrontaliero che punta a valorizzare “dal basso” l’area che si stende grosso modo dal Mendrisiotto al Contado del Seprio, con la punta più a nord a Coldrerio, nel Ticino, e Carnago in provincia di Varese a sud e che coinvolge tre parchi naturali.
Il progetto – che proprio nei giorni scorsi ha ricevuto l’ok dalla Regione Lombardia per un finanziamento da 200mila euro nell’ambito del programma Interreg dell’Unione Europea – è stato presentato questa mattina a Villa Recalcati dall’assessore provinciale alle politiche comunitarie Roberto Bosco, dai rappresentanti delle amministrazioni comunali coinvolte e dai progettisti.
Il programma, intitolato “Naturalità e comunicazione nel Contado del Seprio”, punta a valorizzare in particolare tre aspetti: i molti beni artistici e architettonici presenti sul territorio, la natura e le sue specificità più importanti (dai boschi di castagno alla rana di Lataste) e infine la fitta rete di collegamenti che attraverso sentieri, strade storiche e un’antica rete ferroviaria (la ferrovia della Valmorea) percorre il territorio.
Questo attraverso una serie di azioni semplici, che costituiranno la base di interventi anche futuri, in un progetto articolato e protratto nel tempo che potrebbe ulteriormente attingere ai fondi europei.
L’avvio del progetto, con questa prima tranche di finanziamento europeo e con fondi messi dagli enti coinvolti, comprenderà un’attenta ricognizione sul territorio per quanto riguarda i tre temi di interesse, nella preparazione di una segnaletica che evidenzi i punti di maggiore interesse e nella realizzazione di una guida che aiuti i turisti, ma soprattutto gli abitanti delle aree interessate, a prendere possesso di queste bellezze del territorio, attraverso una rete di percorsi, piste ciclopedonali e itinerari proposti dai progettisti.
L’idea di fondo è quella di ritrovare e raccontare una storia che sempre visto gli abitanti di quest’area di contatto tra Italia e Svizzera, superare le barriere e i confini, in uno scambio continuo di rapporti umani, commerci, cultura e religiosità. Una scommessa che è iniziata proprio superando i confini e organizzando un lavoro d’équipe veramente transfrontaliero.
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