A Masnago un liceo artistico nuovo di zecca
Dopo quindici anni di attesa, viene inaugurato il nuovo liceo Frattini. Quattro piani ristrutturati, luminosi e in sicurezza. Si cerca un nome per lo stabile
Lunedì 14 febbraio 2005 diventerà una data storica per il liceo Frattini di Varese. Dopo 15 anni di attesa, gli studenti varcheranno la porta di una sede tutta nuova o, meglio, ristrutturata. Quattro piani, se si esclude lo scantinato che fungerà da archivio generale, dove i giovani artisti si muoveranno tra spazi ampi e luminosi, in piena sicurezza, con attrezzature adeguate alle loro esigenze.
In questi giorni c’è fibrillazione in quei corridoi ancora pieni di scatoloni e sgabelli ammonticchiati, polvere e operai impegnati negli ultimi dettagli. Il dirigente Paolo Baretti si muove continuamente: l’esercito di professori e bidelli non conosce sosta nell’immane opera di sistemare ogni cosa al suo posto.
La libreria, circa il triplo di quella lasciata in viale Milano, sta lentamente popolandosi di volumi: «Abbiamo la maggiore biblioteca artistica della provincia» spiega il preside Baretti.
I lavori di ristrutturazione hanno impegnato tecnici della provincia e docenti del Frattini: «Possiamo dirci soddisfatti del lavoro svolto. Abbiamo ottenuto da questa sede una scuola che soddisfa le nostre esigenze didattiche. Le aule sono spaziose e siamo riusciti a creare ambienti che rispondono a tutte le esigenze creative. Abbiamo locali dove si progetta attigui a quelli dove si realizza. L’aula di proiezione che confina con la biblioteca».
Anche gli arredi sono funzionali alle peculiarità del percorso formativo: «Da sempre i banchi sono fatti in base alle esigenze della didattica: vengono disegnati dai nostri professori e realizzati da una ditta del varesotto. Anche le cassettiere sono costruite su misura».
Non solo aule e laboratori al nuovo Frattini, ma anche un’ampia sala "ricreativa" dove i ragazzi potranno mangiare: «Abbiamo voluto un angolo sempre aperto perchè i nostri ragazzi sono spesso impegnati per l’intera giornata. Ci sembrava necessario ricavare uno spazio dove potersi rilassare e socializzare».
Risolti i problemi di trasporti, attraverso accordi che l’assessore provinciale Gabriella Giacon è riuscita a chiudere con i principali gestori di autostrasporti, il Frattini si prepara a testare la sua nuova dimensione: «C’è ancora qualche mugugno legato soprattutto alla posizione decentrata della scuola – spiega Baretti – ma è solo questione di adattamento. Le iscrizioni per il prossimo anno sono confortanti: abbiamo già raggiunto i numeri attuali e stiamo ricevendo ancora richieste. Abbiamo persino mantenuto gli studenti provenienti dal Canton Ticino».
E di "adattamento" parla anche il pofessor Cerri: «A vederla vuota, questa scuola appare bella. Rispetto a viale Milano abbiamo fatto un salto di qualità. Certo ci vorrà qualche settimana per capirne la funzionalità, per evidenziare i difetti».
Un quadrimestre, dunque, per testare i lavori fatti, per individuare le "pecche" e studiare le soluzioni. Con l’estate si provvederà alle migliorie eventuali. Intanto il liceo Frattini si gode il momento: lunedì prossimo alle ore 11 ci sarà l’inaugurazione, ufficiale e in pompa magna. In quell’occasione potrebbe arrivare una risposta all’ultima richiesta del dirigente Baretti: «Il liceo rimane dedicato a Frattini, ma vorrei che questo edificio avesse un nome, qualcosa che desse spessore all’attività culturale che viene fatta in queste aule. Vorremmo che questo palazzo diventasse un punto di riferimento qualificante per il quartiere e per l’intera città».
Prima uscita ufficiale sarà venerdì 25 febbraio quando verrà inaugurata una personale di Gabriele Mucchi, un artista che Varese avrà l’opportunità di conoscere adeguatamente.
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