Permessi di lavoro, code anche di notte

È iniziata la regolarizzazione dei flussi di lavoratori extracomunitari, 5000 per la sola Lombardia. Per le graduatorie fanno fede l’ora e i minuti

Continuano le code agli sportelli degli uffici postali e delle associazioni che svolgono le pratiche per i permessi di lavoro. 
Il Decreto flussi (di ingresso dei lavoratori extracomunitari e neocomunitari nel territorio dello Stato), pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale mercoledì 2 febbraio, prevede la regolarizzazione a livello nazionale di 159 mila lavoratori, divisi a metà (79.500) fra extracomunitari e neocomunitari. È di circa 5.000 posti la quota per la Lombardia per gli extracomunitari stagionali e non.

Le richieste potevano essere inoltrate a partire dal giorno successivo alla pubblicazione. L’iter per il 2005, diverso da quello degli anni scorsi,  prevede che le domande vengano presentante mediante raccomandata spedita alla Direzione provinciale del lavoro da uffici postali dotati di affrancatrice che attesti data e orario di invio (in assenza, l’orario va scritto a mano dall’impiegato postale). L’ora e i minuti sono indispensabili perché la direzione provinciale esaminerà e definirà le domande in base all’ordine cronologico di invio della raccomandata.

Dalla Segreteria dello sportello Immigrati delle Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) e Anolf (Associazione Nazionale Oltre Le Frontiere) parlano di «corsa frenetica che ha creato disagi. Per la prima volta quest’anno le domande vengono spedite e non consegnate a mano. Per le graduatorie fanno fede l’ora e i minuti e in tanti si sono messi in coda già nella notte di mercoledì».

Simili fra loro sono le testimonianze che si possono leggere sul sito www.stranieriinitalia.it. Alcuni hanno scelto di fare le “staffette”. «Ho iniziato a fare la staffetta alle 22 e 12  – spiega Actez – Ogni ora mi scambio con i miei genitori, con i cugini, con la fidanzata».
«Mi sono messo in fila alle 4 e 15 – racconta Umas – sono stato il primo, raccomandata numero 1 alle 8,02».

Ieri era quindi il primo giorno disponibile, ma dicono dall’Anolf: «c’è molta confusione. Noi abbiamo potuto leggere il decreto solo giovedì mattina, quando i nostri uffici erano già affollati da persone in coda che chiedevano moduli e soprattutto informazioni».

Vari  i problemi di organizzazione che l’associazione denuncia. «A parte i tempi ristretti, in tanti credevano che questa fosse una sanatoria, mentre riguarda i flussi di lavoratori fra il paese di origine e Italia».

Devono essere infatti i datori di lavoro a svolgere le pratiche per regolarizzare la posizione di lavoratori che al momento dovrebbero trovarsi nel loro paese d’origine. La regolarizzazione consente poi a questi ultimi di venire in Italia.
«È la prima volta che si crea questa confusione – fanno sapere dalle Acli –. Le informazioni ci sono state, ma alcune espressioni come “possibilità di regolarizzazione” possono trarre in inganno. In più il numero di lavoratori extracomunitari è aumentato rispetto al passato, allungando le code».

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Pubblicato il 04 Febbraio 2005
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