La psicologia in aiuto del diabete

Tiene sempre banco l'ipotesi di trasformare il Galmarini in fondazione. Decisamente contrario il direttore Zoia che, intanto, annuncia una novità per la diabetologia

La diabetologia del Galmarini è un punto di riferimento per i pazienti diabetici o sofferenti di altre malattie metaboliche.

Questo, stando ai numeri, non si discute.

Quattromila pazienti iscritti provenienti da tradatese, comasco, saronnese e gallaratese (con un aumento del 10 % nelle prestazioni offerte dal 2003 al 2004), non si possono ignorare.

Si sprecano pertanto i sorrisi e i volti distesi questa mattina alla conferenza stampa di presentazione della borsa di studio finanziata dall’Associazione Diabetici Tradate-Seprio.

Presenti, oltre ad una delegazione dell’associazione capitanata dal presidente Alfonso Visconti, il direttore generale dell’azienda ospedaliera “Ospedale di Circolo di Busto Arsizio” Pietro Zoia, il direttore medico del Galmarini dott.ssa Brunella Mazzei, il responsabile della struttura semplice di diabetologia dott. Angelo Margiotta, ed il primario di medicina dott. Paolo Ghiribelli.

La borsa di studio, del valore di seimila quattrocento euro, consentirà al reparto tradatese di avere a disposizione per un ulteriore anno una persona che si occupi di assistenza psicologica ai malati di diabete.

“Purtroppo” , spiega la dott.ssa Mazzei, “il diabete è una di quelle patologie a lunga degenza per le quali un adeguato sostegno ai malati è fondamentale. Io per prima ho sempre creduto nell’utilità della presenza di una psicologa che sostenga i pazienti e li aiuti ad affrontare la malattia. Immaginerete perciò la mia soddisfazione quando mi è stata comunicata la possibilità di reperire fondi che ci consentano di averne una a disposizione anche quest’anno”.

“Posso dirmi anch’io molto soddisfatto – afferma Visconti – “soprattutto in considerazione del fatto che la maggior parte dei fondi reperiti proviene direttamente dal tesseramento soci. Mi piacerebbe, però, che si pensasse maggiormente ad iniziative volte all’educazione sanitaria”.

Invito subito raccolto da Zoia, che precisa: “un ulteriore impegno della nostra cultura ospedaliera è quello di promuovere degli incontri informativi, in cui si parli di salute in maniera semplice e comprensibile a tutti. Per fare questo, però, non c’è bisogno di risorse, occorre solo una forte volontà comune”.

Anche il dott. Margiotta si dice d’accordo, ricordando però che “il Galmarini, a livello individuale, è ai primi posti per quanto riguarda l’educazione sanitaria”.

Oltre alla borsa di studio c’era tuttavia un altro motivo per essere soddisfatti.

L’ospedale di Tradate infatti, avendo aderito ad un progetto nazionale che l’ha selezionato insieme ad altre ventiquattro strutture pubbliche italiane, avrà a disposizione a partire dal 2006 un nuovo macchinario che, ancora secondo Margiotta “consentirà di migliorare il livello d’ indagine per le complicanze vascolari nei pazienti diabetici”.

Atteso invano il sindaco di Tradate Stefano Candiani, in rappresentanza del comune sono intervenuti l’assessore ai servizi sociali Franco Accordino e il consigliere comunale Giuseppe Bonasso.

A margine della conferenza stampa, infatti, ha tenuto banco l’ipotesi, ventilata da più parti, della possibilità della realizzazione di una fondazione sanitaria privata a Tradate.

Eventualità esclusa categoricamente da Zoia, più possibilisti, ma comunque scettici, i rappresentanti dell’amministrazione comunale .

Secondo Accordino “non abbiamo dati reali né esperienze felici in territori vicini per poter prendere in considerazione un’ipotesi che, pur non ritenendo impossibile, giudico quantomeno prematura. Per il momento è sicuramente più importante capire i bisogni della struttura ospedaliera pubblica”.

Ancora più evidente la motivazione proposta da Bonasso, secondo il quale “ se a Saronno, come sembra, la fondazione dovesse davvero partire, per Tradate non potrebbe essere che un vantaggio. L’ospedale di Busto, infatti, non potrebbe farcela a soddisfare l’utenza da solo, e questo significherebbe un potenziamento necessario del servizio sanitario pubblico nella nostra città”.

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Pubblicato il 23 Marzo 2005
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