La solidarietà nasce dall’ascolto

Un messaggio fratellanza è uscito dall'incontro dei Giovani Alianti, gli studenti dello sportello Volontariato. Presente anche l'animatore dei bambini di Bucarest

"Non c’è pace senza giustizia", ma nemmeno senza solidarietà, amicizia, rispetto. Dal teatro Apollonio di Varese i "Giovani Alianti" e decine di studenti provenieti dalla provincia ( con qualche assenza a causa del maltempo) hanno lanciato un messaggio di tolleranza.

Sul palco  bambini di prima e seconda della scuola elementare Pascoli, poi le ragazze del socio pedagogico Manzoni (nella foto) hanno voluto esprimere a modo loro il valore della parola "fratellanza". Poi, a portare testimonianza diretta del significato di solidarietà sono intervenuti tre esponenti di un mondo che fa della diversità un punto di incontro. A modo loro Don Fabio Corazzina, missionario, Chiara Castellano, medico da anni impegnata in Africa e Miloud Oukili, il celebre amico dei bambini di strada di Bucarest, hanno portato testimonianza viva del significato di "attenzione all’altro".

 Don Fabio, attualmente impegnato Iraq, ha parlato della "paura del diverso" una paura che nasce dal’ignoranza, ha parlato della solidarietà egoista di chi vuole fare del bene senza considerare i bisogni dell’altro, ha parlato della paura di affrontare il volto dell’altro nel timore che questo volto ci riveli la nostra meschinità.

Anche l’animatore delle strade romene Miluod ha esortato i ragazzi ad essere più disponibili all’ascolto. Riferendosi ai suoi piccoli amici, Miluod  ha rivelato: "Li ho ascoltati, non gli ho fatto domande, ho solo cercato di dare loro fiducia. E ho organizzato qualche spettacolino… La vita è un grande circo comico e drammatico, e l’uomo deve essere innanzitutto un bravo clown. Questo è quello che ho cercato di insegnare ai ragazzi di Bucarest in tutti questi anni".

Forte denuncia, infine, è giunta dal medico Chiara Castellani (nella foto con Miloud), una carriera trascorsa tra Nicaragua, Zaire, Congo, che ha descritto la drammatica realtà sanitaria del terzo mondo: "In Congo non si riesce a debellare la tubercolosi. Le medicine non arrivano e sono costosissime. L’industria farmaceutica è impegnata nella ricerca per sconfiggere malattie che colpiscono soprattutto l’Occidente ma nessuno si  muove per aiutare i poveri. Ci sono malattie che nei paesi occidentali sono rarissime mentre in Afria sono causa di sterminii. Per queste patologie non c’è risposta".

La giustizia, dunque, per porre il primo ponte di comunicazione tra i vari popoli. All’inizio dell’incontro la professoressa Iannacone, responsabile dello Sportello volontariato sin dalla sua costituzione del ’99, ha detto: "Siamo ad un bivio: possiamo scegliere di costruire muri che dividano o ponti che uniscano". Ed i ragazzi, tanti studenti delle 19 scuole del territorio che aderiscono al progetto, quest’anno hanno lavorato 

Presente all’incontro anche la presidente della commissione provinciale servizi sociali Annamaria Martellossi: " Sono qui per testimoniare il mio apprezzamento per questo tipo di iniziative. La prevenzione del disagio minorile inizia proprio da qui".

 sui diritti a tutto campo: dal diritto –dovere allo studio, alle pari opportunità, dal diritto al lavoro ai diritti dall’infanzia. In classe hanno parlato anche di dinamiche dell’emarginazione e di nuova solidarietà, di culture e religioni per la pace, di terrorismo, violenza e razzismo.

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Pubblicato il 03 Marzo 2005
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