Rapina tra ventenni con pitone
Non solo cellullari, stereo auto e contanti: oggetto delle minacce della "baby gang" questa volta è stato un curioso tipo di cucciolo
Storie di baby gang – termine improprio con cui noi giornalisti definiamo la delinquenza giovanile per bande, spesso operata da "cristoni" ventenni che di baby hanno proprio poco – oramai c’è n’è davvero tante, purtroppo. Complice la civiltà dei consumi, o la droga, la voglia di denaro facile e lo scarso filtro morale che la società opera nei confronti di chi "fa il furbo" e via filosofeggiando, sono sempre di più i racconti di cronaca che coinvolgono ventenni che rapinano e minacciano altri ventenni.
Accade anche qui, è accaduto anche ieri, con epicentro la centralissima piazza della Repubblica, e come luogo di ritrovo il più famoso negozio di videonoleggio della città: e non ci sarebbe niente di diverso del solito da raccontare, se non fosse per il bizzarro "bottino" protagonista del fatto.
A dire il vero quello che si è consumato ieri è solo l’ultimo atto – quello che ha permesso alla Polizia di Stato di arrestare in flagrante i colpevoli – di una estorsione ai danni di un ragazzo del varesotto che durava da tempo e che era nata da una rapina. Più precisamente questo giovane era stato rapinato tempo addietro da due ragazzi (ventenni, di Morazzone, qualche precedente per droga, minacce e piccole rapine) che lo conoscevano: i due hanno preteso da lui prima il cellulare poi l’impianto stereo della sua auto, che gli hanno letteralmente scardinato. E hanno pure voluto che gli consegnassero il suo Pitone Reale (si avete letto bene, un pitone: come quello che vedete in foto), il bizzarro cucciolo che lui si teneva in casa.
Purtoppo però i due "amici delinquenti" non si sono fermati alla rapina e hanno cominciato a chiedere soldi al malcapitato: prima 500 poi, visto che non intendeva pagare, 1000 euro. Il giovanotto però ha deciso di informare la polizia dell’accaduto, che l’ha seguito all’appuntamento concordato per ieri tra i protagonisti della vicenda al negozio di piazza Repubblica. In quel frangente la vittima avrebbe dovuto consegnare i soldi ai suoi estorsori: e così è stato, con il risultato che le Forze dell’Ordine hanno potuto cogliere in flagranza i giovani colpevoli, che operavano insieme ad altri due complici anch’essi ventenni.
Morale: i soldi sono stati salvati e dello stereo per auto rapinato il primo giorno – insieme al cellulare, scomparso – sono stati ritrovati, sparsi tra le macchine dei colpevoli, la maggior parte dei "pezzi" sottratti.
E il pitone, direte voi? Quello i colpevoli l’avevano già riconsegnato: non perchè convinti di restituire "il cucciolo" al legittimo proprietario ma per le lamentele della madre di uno dei due, che non ha evidentemente gradito di dover custodire in casa un così bizzarro bottino. Come dire: l’autorità materna, quella sì che ancora è un valore…
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