Candid Camera (ardente)

Dice che si farà vedere poco a Palazzo Chigi. Dice che si rimetterà alla testa del partito e che farà per un anno campagna elettorale. Dice che la sconfitta è dovuta allo “stato parallelo” (il signore sì che se ne intende!) composto da loschi figuri quali professori universitari, magistrati, giornalisti. “Poi dice che uno si butta a sinistra…” (Totò)

MODESTA PROPOSTA – Contenti o no del risultato delle regionali, noi qui a bottega avanziamo umilmente un desiderio. Che la classe dirigente lombarda eletta una settimana fa si mostri meno arrogante e più sobria rispetto a quella a cui siamo abituati. Ci piacerebbe vedere qualche auto blu in meno, qualche viaggio di rappresentanza e qualche consulenza esterna in meno. Di destra o di sinistra, ci piacerebbe che chi ci amministra abbassasse il tasso di propaganda delle parole, che è stato in fin dei conti il vero sconfitto dell’ultima consultazione. E infine, per la miseria, non si ripeta più lo spettacolo un po’ squallido di una fiera campionaria – quella di Rho – inaugurata il giovedì e chiusa il venerdì perché prima che venga terminata mancano ancora quattro mesi di lavori. Mica viviamo con la sveglia al collo.

STATO PONTIFICIO – Lo diciamo con tutte le cautele del caso e dopo aver reso doveroso omaggio alla grandezza storica di papa Wojtyla. Ma a nessuno tra i nostri lettori sembra un po’ troppo che per le esequie di un pontefice si chiudano gli uffici pubblici e le scuole siano invitate a sospendere le lezioni. Insomma, va bene il lutto, va bene il rispetto ma o si blocca l’intera nazione, fabbriche e uffici compresi, altrimenti si perpetua la sgradevole sensazione che in molti abbiano colto l’ennesima occasione come si suol dire, per ciurlare nel manico e prendersi una pausa caffè un po’ più lunga del solito. Per dire della laicità: in Francia un partito che ci chiama Udf, di ispirazione cattolica, se l’è presa con Chirac (suo alleato) perché ha fatto esporre troppo a lungo le bandiere a mezz’asta. Temevano di essere gli unici a pensarla così ma ci è giunto in soccorso l’ennesimo tagliente commento di Massimo Gramellini sulla Stampa: come mai la maggior parte delle persone che sfilano davanti alla salma del Papa, anziché farsi il segno della croce scatta la foto col videofonino?

I SOLDI NON SONO TUTTO – Piccola annotazione post elettorale. Ai più è sfuggito l’exploit personale di Pietro Rossi, il più votato in provincia (benché non fosse capolista) nel suo partito, l’Udc: non è stato eletto, ma 2000 e passa preferenze personali per uno che in campagna elettorale praticamente non s’era notato sono un dato che fa riflettere. Ex sindaco di Curiglia, Rossi nella sola zona del Luinese ha messo assieme 800 voti, molti di più del berlusconiano Massimo Buscemi, protagonista di uno sforzo elettorale american style e senza risparmio di mezzi. Un piccolo caso da studiare da parte dei signori della comunicazione politica.

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Pubblicato il 09 Aprile 2005
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