Consiglio comunale: si discute di carcere e Accam
Seduta interlocutoria per il Consiglio comunale, con molte discussioni ma poco di concreto. Il 28 aprile sarà introdotto il question time
Seduta interlocutoria quella dell’ultimo Consiglio comunale; si è discusso di vari argomenti, ma senza grandi novità in vista.
Nelle sue comunicazioni ai consiglieri il Sindaco Luigi Rosa ha informato circa l’affidamento dell’incarico per la progettazione di una rotatoria all’incrocio con via Genova, parte di un progetto già approvato che comprende altre 3 rotonde lungo l’asse del Sempione (agli incroci di Via Meda, Dei Sassi, e Tasso) per una spesa presunta di 1.515.000 euro; la Provincia dovrebbe finanziarne una parte. Rosa ha quindi riferito di aver ricevuto una lettera dal Sindaco di Rescaldina che lo informava di un ordine del giorno votato dal Consiglio Comunale di Rescaldina per chiedere alle Ferrovie Nord Milano e alla Regione l’istituzione di un servizio navetta tra Malpensa e Saronno con fermate a Lonate Pozzolo, Busto Arsizio, Castellanza e Rescaldina.
Il primo punto affrontato dai consiglieri è stato una proposta di risoluzione di Rifondazione Comunistala sulla situazione del carcere di Busto Arsizio. Su questo tema si era già dibattuto in Commissione Servizi sociali, presenti esponenti del volontariato attivi nell’assistenza a carcerati ed ex detenuti. In sostanza il capogruppo Antonello Corrado chiedeva di organizzare una visita ufficiale al carcere e di creare un tavolo di collegamento tra il Comune e l’amministrazione penitenziaria, ma la cosa è stata giudicata un inutile "doppione" del Comitato provinciale già esistente. Il Sindaco Luigi Rosa ha però accettato la proposta di organizzare una visita entro breve tempo alla casa circondariale di via per Cassano, oggetto lo scorso anno di dure denunce da parte di esponenti politici regionali. La risoluzione è stata quindi accolta come raccomandazione.
Dopo un breve intermezzo sulla situazione, segnalata da Enrico Salomi (UDC), di via Samarate, i cui residenti chiedono di completare i marciapiedi (l’amministrazione si è impegnata ad acquisire le aree necessarie), il Consiglio comunale ha votato all’unanimità una risoluzione, sempre a firma di Salomi, per riportare a Busto il corso universitario di Fisioterapia dell’Università dell’Insubria. Durante la parte deliberativa della seduta è stato quindi annunciato dal presidente vicario Nino Pellegatta (AN) che dalla prossima convocazione del Cosiglio comunale, fissata per il 28 aprile, sarà introdotto il question time; ciò dovrebbe velocizzare i lavori.
In seguito i consiglieri hanno approvato in modo trasversale, con la sola astensione di Rifondazione Comunista, una mozione proposta dai consiglieri Berteotti (Margherita), Genoni (FI), Anzini (Lega) e Salomi (UDC) che chiede all’amministrazione di reperire tra i fondi a bilancio una somma da destinare ad iniziative nel campo dell’educazione, della sanità o dell’assistenza ai minori in favore delle popolazioni colpite dal maremoto del 26 dicembre scorso.
È stata quindi la volta di un’acrimoniosa discussione sull’eterno tema Accam, stimolata da due interrogazioni di Rifondazione Comunista in relazione all’incidente avvenuto presso l’inceneritore lo scorso novembre. I piani di emergenza di cui Rifondazione chiedeva conto sono riservati ad alcune aziende considerate "a rischio", tra le quali non vi è Accam, come riferito dall’assessore Marelli. La discussione è presto scivolata sul tema della convenzione Busto-Accam, e ha visto Alberto Grandi (Progressisti) attaccare il Sindaco Rosa. « I problemi sono politici, e tocca al Sindaco risolverli: Accam deve dialogare con Busto e diventare una vera agenzia ambientale, non per incenerire ma per gestire la questione rifiuti nel suo complesso. Da Accam Busto non si deve presentare istericamente, con l’avvocato; esponiamo invece le nostre buone ragioni, ma vediamo di contare all’interno di Accam perchè altrimenti qui, tra Malpensa e la futura Città metropolitana di Milano finiremo stritolati come una polpetta». Rosa, dal canto suo, ha ribadito che non accetta diktat da nessuno, e che se Gallarate e il CdA vogliono discutere delle due modifiche proposte alla Convenzione lo si può fare, ma nelle sedi opportune, ossia in Assemblea dei Soci. Mariani (Margherita) ha proposto invece di «tartassare» anche al di fuori delle sedi istituzionali chi fa finta che il problema della Convenzione non esista, «affrontando Gallarate a muso duro e chiedendogli cosa vuole».
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