È da poco finita la campagna elettorale e il grande risultato ottenuto dal centro-sinistra alle regionali  non ci terrà impegnati in festeggiamenti poiché i problemi sono sempre lì, irrisolti in tutti i campi. 

In Valceresio durante la campagna elettorale è esplosa la polemica sulla tangenziale Arcisate- Bisuschio. Noi ci siamo volutamente astenuti dall’utilizzare opportunisticamente tale tema, vecchio di 30anni, poiché avremmo contribuito ad avvelenare una discussione che invece merita degli approfondimenti più sereni.

 

Ne abbiamo avuto conferma nel consiglio comunale aperto di Arcisate svoltosi il giorno 08/04/2005, convocato tardivamente rispetto ai vari passaggi istituzionali succedutesi dal 2000 in avanti, diventato di conseguenza luogo di sfogo della rabbia dei residenti per non essere stati consultati in tempo utile.

La giusta protesta dei cittadini coinvolti (costituitasi in un comitato popolare ad hoc) però assume una chiara valenza difensiva  orientata prettamente contro la realizzazione di una strada che taglia in due “l’Arcisateche conosciamo oggi e che passa sopra, a fianco, davanti, dietro o comunque nei pressi di molte abitazioni, appesantita da un fornito bagaglio di numerose controindicazioni.

Tale “grande opera”, dai costi assurdi (più di  miliardo di vecchie lire al Km) sacrifica sull’altare di una generica idea di sviluppo tante persone e la loro vita familiare e sociale.

 

Noi pensiamo che le istituzioni debbano ricercare quanto più possibile la condivisione della popolazione, almeno nelle scelte di grande impatto urbanistico; bisogna coniugare gli interessi generali  e quelli individuali, altrettanto importanti, per questo noi operiamo per l’unità delle forze democratiche anche a livello locale e confrontiamo senza reticenza dentro la nostra coalizione che, in quanto tale, non sempre riesce a portare a sintesi posizioni e convinzioni diverse.  Questo significa che il problema della strada era ben presente ma le posizioni diversificavano.

 

Nel frattempo il centro-destra che governa tutti gli enti locali dal comune alla regione ha accelerato l’iter burocratico per giungere presto ad una fase ormai esecutiva.

 

Lo sviluppo delle infrastrutture della Valceresio, prossima ai 50.000 abitanti, può essere pianificato e questo è auspicabile, ma di fatto in questi anni così non è stato poiché si è privilegiato il trasporto privato, considerando il trasporto pubblico su ferrovia e gomma forme residuali del ‘900, andando di fatto così controcorrente rispetto agli altri paesi europei . 

Molte delle osservazioni fatte proprie dal neo costituito comitato erano esattamente le nostre:

"ma chi ci avrebbe ascoltato?  Ci dispiace ma di fronte ad una generalizzata ed acritica convinzione circa la bontà di un investimento, che avrebbe risolto il problema della viabilità su gomma, sarebbe apparsa un po’ retrò, cioè contraria e precostituita contro una diffusa adesione allo “sviluppo” in quanto tale ma che purtroppo spesso si traduce in affarismo e speculazioni.

 

Rileviamo nel merito:

  • Le code ai semafori sono il sintomo di un sistema della mobilità che non funziona per cause molteplici e non solo per una carenza di strade;

  • Nessuno studio preventivo è stato realizzato fin’ora sulla vera mobilità delle persone; quanto compete al volume di traffico finalizzato alle sole zone di Arcisate e quanto agli abitanti del fondovalle che superano il semaforo del centro. I dati forniti dai tecnici della Provincia sulla rilevazione del volume di traffico sembrerebbero semplicemente elementi atti a supportare un progetto già deciso e avviato. La nostra valle non è più quella di 20anni fa, sono cambiate le aree produttive, i flussi scolastici, la residenza, il commercio, il trasporto privato ha avuto un’impennata notevole e così via….  BISOGNA CAPIRE  quindi i percorsi abituali,  tempi ed orari per avere un quadro esauriente e comprensivo di tutti gli elementi utili all’analisi.

 

Noi siamo per una revisione ragionata della viabilità interna di Arcisate per favorire il deflusso dalla statale di parte del traffico cittadino ed attraversamento, cioè per creare le condizioni affinché si possano eliminare i semafori di via Matteotti.

 

Apprendiamo a mezzo stampa la notizia secondo la quale sarebbero state avviate le procedure per la valutazione dell’impatto ambientale del progetto definitivo: INCREDIBILE MA VERO ESATTAMENTE IL CONTRARIO DI QUANTO ANDAVA FATTO, cioè prima tutte le verifiche preliminari, compreso l’impatto ambientale, e solo dopo avviare la costruzione del progetto!!!

Vogliamo leggerei n positivo questa notizia, cioè che serva a riflette ancora sulla qualità del progetta ma anche su tutta la questione.

 

  • Un altro elemento pericoloso è rappresentato dalle cosiddette “rotonde”: altro non sono che un invito ad espandere la residenza verso zone verdi importanti, immediatamente adiacenti alla valle della Bevera. Nessun impegno politico e nessuna pronunciata volontà di controllo dell’espansione urbana sarebbero credibili con le leggi attuali e quelle recenti attuate in regione Lombardia che liberalizzano lo sfruttamento del territorio e neutralizzano ogni piano regolatore.

La rotatoria successiva a quella del Dovese (la zona  decisamente più abitata ed oggetto prevalente della protesta popolare) rappresenta secondo noi la massima criticità dal punto di vista urbanistico e ambientale. La pericolosità sta nella natura devastante che i futuri insediamenti residenziali  avrebbero verso una zona da tutela massima, la Bevera e dintorni. L’esperienza insegna che sarebbe possibile realizzare tutto ciò, certamente in regola e secondo le leggi vigenti senza colpe di nessuno così come avvenuto nel recente passato nelle zone del tracciato della “tangezialina”.

 

 

 

 

 

 

Queste questioni erano presenti al dibattito politico negli anni scorsi, siamo contenti che qualcuno abbia cambiato opinione ma ora fermare un treno in corsa è più difficile, PROVIAMOCI COMUNQUE!!!

 

Servono pochi aggiustamenti per attenuare l’impatto ambientale e gli aspetti negativi di disturbo della qualità della via dei residenti .

 

 

Alle istituzioni locali e alla maggioranza politica di Valle chiediamo un periodo di approfondimento, per valutare altre soluzioni onde poter correggere così anche gli effetti più deleteri che i tanti cittadini subirebbero se il progetto restasse invariato. Una riflessione ulteriore per risolvere la questione complessa della mobilità e al suo interno della viabilità farebbe onore alle nostre amministrazioni che ricomporrebbero così un clima di nuova fiducia tra cittadini e istituzioni senza vincitori né vinti.

 

 

 

 

Distinti saluti

Sezioni della Valceresio dei Comunisti Italiani

 

Adriano Negrini

Angelo Ferrarello

Attilio Milo

Pasquale Albo

Virgilio Benzi

Mirko Manfrinati

 

 

 

 

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Pubblicato il 15 Aprile 2005
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