Paolo Fresco, nuovo presidente Ask Bocconi
Il top manager, appassionato d'arte, entra nella squadra del centro di ricerca di economia e gestione delle istituzioni e delle iniziative culturali dell’ateneo
Dal progetto di musealizzazione delle navi romane riemerse dagli scavi di San Rossore – Pisa all’analisi e valutazione dei benefici economici e sociali della ristrutturazione della cittadella di Bam in Iran fatta per conto della Banca Mondiale, passando per lo studio di fattibilità per il nuovo museo d’arte contemporanea di Milano all’Hangar Bicocca.
È questo il patrimonio progettuale del Centro Ask della Bocconi, Laboratorio di economia e gestione delle istituzioni e delle iniziative artistiche e culturali, che, in qualità di nuovo presidente, eredita Paolo Fresco, ex presidente Fiat. Un impegno, quello con la Bocconi, che permetterà a Fresco di dedicarsi al mondo dell’arte, una delle sue passioni insieme agli scacchi.
«L’ingresso di Fresco nella squadra del Centro Ask sottolinea la grande attenzione della Bocconi nei confronti della gestione e valorizzazione del patrimonio e delle industrie culturali», spiega Angelo Provasoli, rettore dell’ateneo milanese.
«Con un patrimonio culturale che conta 23.741 immobili, un fatturato di quasi 21 miliardi di euro per il turismo culturale (pari a un quarto del totale del comparto turismo), una spesa pubblica per i beni e le attività culturali di 3.314,2 milioni di euro, l’industria culturale italiana e i centri di ricerca che la sostengono, come l’Ask Bocconi, necessitano in primo luogo delle migliori risorse umane, sia da un punto di vista culturale-scientifico, sia, come nel caso di Fresco, manageriale».
Due le principali aree di intervento nelle quali sono impegnati i 30 ricercatori che, sotto la direzione di Stefano Baia Curioni, direttore, sempre in Bocconi, della laurea specialistica in economia e management per le arti, la cultura e la comunicazione, ruotano intorno al Centro Ask: patrimonio culturale (beni, tradizioni e produzioni artistiche e culturali) e industria culturale (editoria, informazione, televisione, radio e cinema). L’attenzione dei ricercatori è inoltre rivolta ai settori della valorizzazione urbana e territoriale, dell’entertainment, della moda e del design, settori naturalmente correlati a quelli del patrimonio e dell’industria culturali. Progetti e ricerche che l’Ask, forte della stretta collaborazione con il Cleacc, porta avanti anche grazie alle alleanze e collaborazioni che in poco più di un anno dalla sua fondazione (dicembre 2003) ha stretto con istituzioni italiane e straniere quali la Normale di Pisa, Sciences Po di Parigi, la Copenha! gen business school e l’Ucla, University of California at Los Angeles.
«In Ask porterò la mia pluridecennale esperienza di manager e la mia passione per l’arte", commenta Paolo Fresco. "Non sono un teorico dell’economia ne tanto meno un critico o uno studioso d’arte. La mia è un’esperienza maturata con la pratica quotidiana. Un punto di vista diverso che potrà credo contribuire a sviluppare un centro di ricerca come quello della Bocconi».
Nel prossimo futuro Ask punta infatti ad ampliare e consolidare la sua presenza nei network nazionali e internazionali. Oltre a rispondere alle esigenze di ricerca applicata, Ask affiancherà ai prestigiosi progetti, come quello di Villa Demidoff a Firenze, attività scientifiche di base. Perché la cultura, prima ancora che divulgata, va gestita e valorizzata.
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