Pontecorvo e la poetica del “controtipo”

Domani pomeriggio al Museod el tessile la proiezione di "Un controtipo: appunti su Gillo Pontecorvo", documentario-verità sul grande regista girato da Hendrick Wijmans

Appuntamento da non perdere domani pomeriggio alle 15,30 al Museo del Tessile di Busto Arsizio (via Volta 6/8): i cinefili sono avvisati. Infatti nelle sala convegni del Museo si proietterà il documentario "Un controtipo: appunti su Gillo Pontecorvo", opera del giovane regista Hendrick Wijmans, italianissimo a dispetto del nome ereditato dal padre, olandese. È possibile, ma non dato per certo, che lo stesso Pontecorvo sia presente in sala.

L’opera di Wijmans è un documentario "a tutto tondo" sul Pontecorvo regista e sul Pontecorvo uomo ( «Simone, il figlio di Gillo, ci ha concesso anche i filmati privati di famiglia» aggiunge il regista).  L’idea di questo documentario nasce due anni fa e viene condotta avanti con una serie di ricerche ed incontri reciproci tra Wijmans e Pontecorvo: il risultato, nella parole dell’autore, è, più che un prodotto, un percorso. Vi si vede il grande regista de "La Battaglia di Algeri" e di "Queimada" racconatre la propria vita, dall’infanzia agli anni difficili della guerra e della Resistenza, fino all’approdo dietro alla macchina da presa e alla consacrazione. Non mancano poi le interviste a chi Pontecorvo ha conosciuto per lavoro (per esempio, Ennio Morricone e Tullio Kezich), ma anche quella, del tutto eccezionale, alla schiva consorte del grande regista, Picci, che ne descrive con affettuosa partecipazione i tic, le manie, le piccole ossessioni quotidiane.

Il nome del documentario prende spunto dal procedimento cui Pontecorvo si affidò per rendere "vera più del vero" la pellicola de "La battaglia di Algeri": il controtipaggio. Tale pratica si applica alla pellicola in fase di stampa, ed era comunemente usata per i cinegiornali: da qui l’atmosfera intensamente "verista" del crudo film sulla guerra d’Algeria, a lungo proibito in Francia per la scioccante descrizione delle crudeltà inflitte dai "parà" francesi ai patrioti algerini. Altri elementi di verismo del film furono il fatto di aver girato, telecamera in mano, per i vicoli della casbah di Algeri, e l’utilizzo di attori algerini non professionisti. "La dittatura della verità": così fu definito il cinema di Gillo Pontecorvo quando questo film scosse la cinematografia e l’opinione pubblica come un pugno nello stomaco, ottenendo un successo di critica e di pubblico che dura tuttora.

«Tutte le persone della generazione di Gillo che ho incontrato» dice Hendrick Wijmans «mi sono apparse semplici, alla mano, eppure con una grande visione internazionale del cinema e non solo». Per dire del carattere di Pontecorvo basti un aneddoto recente: qualche anno fa, alla Mostra del Cinema di Venezia, Wijmans ed alcuni amici rischiavano di rimanere fuori dalla sala dove si proiettava un film, già affollata di autorità e giornalisti accreditati; Pontecorvo, ex direttore della Mostra stessa e presidente dell’associazione di cui i ragazzi facevano parte, si mise in fila insieme a loro in segno di solidarietà.

Hendrick Wijmans, nonostante la giovane età (28 anni), è un regista già noto grazie ad alcune opere come "Un giorno qualunque", documentario sull’Olocausto nazista girato insieme all’Aned (associazione ex-deportati) nel 2000, e al cortometraggio "Il primo bacio", dedicato alla campagna anti-mine di Emergency e già premiato in concorsi internazionali. Wijmans ha inoltre girato altri due documentari, "Presso genti che non sanno le navi" per l’Enel e "Devirus.doc", sul tema della prevenzione dell’AIDS, per Asl Varese e Regione Lombardia. Il progetto cui era dedicato quest’ultimo lavoro era della coperativa Hagam, che ha coprodotto anche il documentario su Gillo Pontecorvo.

Tutti gli eventi

di marzo  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 08 Aprile 2005
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.