Roncoroni festeggia: «Determinanti le gomme»

Soddisfatti Pensotti e Bizzozzero, varesini sul podio. Unanime il commento «Sospensione doverosa»

Villa Recalcati, vestita a festa, ha accolto l’arrivo degli equipaggi "sopravvissuti" ai tornanti ed alla pioggia delle Valli Varesine. Un arrivo reso triste dalla notizia della morte, al Rally dell Val d’Aosta, di due rallisti forti ed apprezzati come Francesco Pozzi ed Emanuele Curto. In segno di lutto il rally è stato fermato dopo la settima prova e l’organizzazione ha annullato i festeggiamenti. L’accorciamento della gare però nulla toglie ai tre equipaggi saliti sul podio (foto VareseCorse): Roncoroni-Dotti, dominatori della gara con la loro Clio (Balbosca, VS Corse), ed i "nostri" Pensotti-Falzone (The Orange Cars – Moro Rally) e Bizzozzero-Maggi (RS sport – Pr. Sport Italia), anch’essi su Renault Clio Williams che hanno conquistato il podio.

Marco Roncoroni, dopo numerosi tentativi ha finalmente vinto qui a Varese
. «Il Laghi è una gara molto difficile e selettiva. Ho sempre avuto un po’ di difficoltà "d’approccio" ma evidentemente oggi ho rotto il ghiaccio».
Chi ha temuto maggiormente? «L’uscita di scena del mio amico Toia mi ha sicuramente tolto un rivale molto forte. Pensotti non si è risparmiato e mi ha fatto sudare sette camicie. Le prove erano comunque insidiose e le sorprese si potevano davvero trovare dietro l’angolo».
Qual è stato il suo punto di forza?
«Sicuramente le gomme. Le Pirelli RE 7 sono state la mia mossa vincente. Anche "Pippo" Pensotti le aveva, ma nel momento in cui ha osato cambiarle io ho fatto la differenza. Con quelle sembrava di correre sull’asfalto asciutto: eccezionali».
Purtroppo però è arrivato un epilogo triste che ha rovinato la giornata.
«Siamo tutti profondamente colpiti. E’ un dolore grande quello che ci coglie. Sia Frank Pozzi che Emanuele Curto erano personaggi conosciuti e di grande valore, umano e sportivo. Purtroppo sembra che "San Rally" non stia più guardando giù».

Filippo Pensotti, una gara molto emozionante e con qualche colpo di scena. Come giudica la sua prestazione? «Sono contento della mia prestazione. Sono andato al meglio delle mie possibilità ma ho azzardato una scelta di gomme che, nella parte centrale della gara mi ha sicuramente penalizzato. Ho montato delle gomme con una mescola adatta a fondi molto bagnati ma di fatto l’auto è divenuta inguidabile. Non penso che con due prove in più avrei raggiunto Marco. E’ giusto che il rally si sia fermato: Pozzi e Curto erano personaggi molto noti che molte volte abbiamo incontrato in gara. Sono davvero sconcertato per quanto è accaduto».
Rispetto al secondo posto del 2004 che cosa è cambiato? «L’anno scorso non sono stato in grado di lottare per la vittoria finale; ho chiuso secondo ma non sono mai stato protagonista e "pungente". Oggi invece ho sempre soffiato sul collo a Marco Roncoroni che però con le Clio Gruppo A è un vero artista».
Rammarichi? «No, per niente. E’ la terza volta che corro con una Clio gruppo A: ho ottenuto una vittoria e due secondi posti. La Clio è una vettura molto performante ma bisogna imparare a conoscerla. Con una gara all’anno si fa un po’più di fatica. Vorrà dire che io e il mio fidato navigatore Gabriele Falzone torneremo alla carica nello sprint delle Valli Varesine in programma ai primi ottobre. Per smentire chi mi dirà che sono l’eterno secondo».

David Bizzozzero, Varese gara ostica per i varesini? «A guardare la classifica e l’albo d’oro si direbbe di si. Però bisogna considerare che Marco Roncoroni è il miglior interprete delle Clio gruppo A in tutto il Nord Italia. Tenere il suo passo non è facile: io ci ho provato ma c’è un limite che non bisogna superare. Il mio amico Re era terzo ma è incappato in un’uscita di strada. Come vedi, quando tieni un certo ritmo sei sempre sul filo del rasoio e sbagliare è un attimo».
Nel "secondo giro" ha fatto segnare ottimi tempi, migliori anche di quelli di Pensotti. Si è "svegliato tardi"? «No, il fatto è che le strade hanno cominciato a bagnarsi gradatamente e io su fondi tanto viscidi riesco ad esaltarmi; forse però era tardi. Inoltre ho "svegliato dal letargo" Andrea Maggi, un navigatore davvero bravo che però aveva tre anni di ruggine da togliersi di dosso. Per me c’è voluto un po’di tempo per abituarmi ad una voce nuova. Diciamo che sia con la macchina che con il navigatore è stato un feeling in crescendo».

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Pubblicato il 25 Aprile 2005
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