“Tutti i cittadini difendano la Costituzione!”

Posata la nuova targa in Largo Resistenza dedicata ai caduti nell'ottobre di sangue varesino. Contestato il sindaco durante la cerimonia di premiazione degli studenti al teatro Apollonio

«Sono morti per noi, per la libertà di questo Paese ed è giusto che i loro nomi siano scolpiti nella memoria collettiva di questa città». Mario Panza, presidente dell’Anpi cittadina, commenta così la posa della nuova targa che commemora i caduti della Resistenza varesina, durante l’Ottobre di sangue, costato la vita a 34 persone, tra uomini e donne. Una cerimonia sobria e veloce, sotto una pioggia battente e leggermente in anticipo sui tempi previsti. Un "fuori programma" annunciato in settimana dal presidente provinciale dell’Anpi Angelo Chiesa e atteso da tempo dall’associazione.
Alla cerimonia erano presenti un centinaio di persone. «Sempre di meno – sussurra Antonio Bianchi, un semplice cittadino -. Fino a quindici anni fa a questa cerimonia c’erano moltissime persone, molte di più di quelle che vediamo oggi. Le cause? Vuoi per un fatto anagrafico, vuoi per una mancanza di attenzione delle nuove generazioni, dovuta alla responsabilità delle famiglie che non trasmettono i valori educativi della memoria».

Al teatro Apollonio di Varese, invece, si è tenuta la consueta premiazione degli studenti delle scuole elementari e medie di Varese. Di fronte a circa 800 persone, hanno parlato ancora Mario Panza, il sindaco Aldo Fumagalli e tre studenti del liceo scientifico statale Galileo Ferraris. Luca Macecchini ha cantato diverse canzoni che si rifanno alla tradizione della Resistenza.
Il Primo cittadino ha subito due momenti di breve contestazione, dapprima da parte delle Donne in nero che hanno lasciato cadere il loro striscione quando ha iniziato a parlare e poi quando nel suo discorso ha difeso il progetto di riforma costituzionale attuato dal centrodestra. Secondo Fumagalli la riforma non intaccherebbe i valori e il fondamento etico della prima parte della Carta costituzionale. A quel punto sono partiti i fischi e  le rappresentanti  delle  "Donne in nero" hanno abbandonato l’Apollonio in segno di protesta.
Proprio in settimana i consiglieri comunali del centrosinistra avevano presentato una mozione sulla Costituzione, in cui si chiede sull’argomento un consiglio comunale aperto e un’azione di informazione. Iniziativa appoggiata anche dall’Anpi provinciale. «Noi combatteremo questa battaglia politica con il referendum – commenta Angelo Chiesa, presidente provinciale dell’Anpi – perché il patrimonio etico e politico sorto dalla Resistenza va salvaguardato. Questo 60mo anniversario della Liberazione è il primo appuntamento per rinnovare unitariamente e senza distinzioni, l’impegno dei cittadini italiani a difesa di quella bandiera di libertà, uguaglianza e di giustizia  che si chiama Costituzione. Che tutti i cittadini italiani la difendano».

 Gli studenti premiati hanno ricevuto dal Comune di Varese un attestato "Premio 25 aprile 1945" e tre libri: un manuale enciclopedico, un libro dedicato alla memoria del comandante partigiano Claudio Macchi, e l’ultimo libro  dell’atleta  Fabrizio Macchi (Il fenicottero di Bobbiate era presente in sala) dal titolo "Non mi fermo". Un libro che racconta la sua fantastica storia, una autobiografia drammatica ed esaltante. Ancora giovanissimo, gli venne amputata una gamba a causa di un tumore. Oggi a 33 anni è diventato  un simbolo dello sport,  un recordman e un campione affermato. «Io sono una persona estremamente fortunata: non cambierei niente della mia vita»,  dice di sè Fabrizio.  Un esempio di grande volontà, tenacia  e senso del sacrificio per le nuove generazioni.

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Pubblicato il 25 Aprile 2005
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