Il Brasile raccontato da una “voce scomoda”
Nella serata organizzata dall’associazione Nizzy l'avvocato Valdenia Paulino dà voce alle favelas brasiliane e tutti ascoltano in silenzio
“Ultime notizie dalla periferia del mondo” questo il titolo scelto per l’incontro di sabato 14 maggio, con l’avvocato Valdenia Paulino (nella foto a destra) che ha raccontato a Samarate, un angolo di mondo dimenticato: quello delle favelas brasiliane.
La serata, organizzata dall’associazione Nizzy con il patrocinio del Comune di Samarate, si è svolta in un aula del centro parrocchiale di Samarate, ricolma di gente, intenta ad ascoltare Valdenia Paulino, che con un italiano dalle forti contaminazioni portoghesi ha parlato di ciò che sta dietro allo sviluppo economico e al luccichio di S. Paolo. Corruzione, discriminazione, povertà e violenza sono i concetti che emergono dalle sue parole per descrivere la situazione delle favelas, di cui si occupa da più di 15 anni.
“La gente delle favelas non conta nulla” e mostra la foto di una ragazzo con la schiena scavata da frustate profonde e laceranti, che ben riassumono la condizione tipica delle favelas: il caos e la violenza. “Le frustate” continua, “sono state fatte dalla polizia, che non ha pietà e non conosce rispetto per questa gente”. Gli uomini e le donne delle favelas, sono spesso immigrati che provengono dal nord-est brasiliano, la parte più povera del Paese, si ammassano disperati ai margini nelle periferie puzzolenti di S. Paolo e lì vivono, dimenticandosi di avere una dignità e dei diritti che possono e devono far rispettare. Il compito, preziosissimo, di Valdenia Paulino è proprio questo: parlare alla gente dei loro diritti, renderli consapevoli del rispetto che meritano e di cui spesso sono privati davanti all’arroganza della polizia, che dice: “ brucia i documenti, i mobili e prende a parolacce”. A questo proposito, a partire dalle denunce dei crimini avvenuti a Sapopemba (la favela di cui si occupa Valdenia) è stato scritto e divulgato un fascicoletto che racchiude tutti i diritti fondamentali, mentre le mura che circondano periferie e favelas sono state riempite di graffiti fatti dai ragazzi delle favelas, che vogliono dar voce, ancora, ai diritti che questa gente spesso non sa di avere.
Valdenia, continua, raccontando della grave piaga della discriminazione, “chi è della città, non stringe amicizia con chi è delle favelas, la discriminazione è molto viva anche nelle scuole, fatta dalle stesse maestre” e aggiunge: “spesso chi è più istruito, più formato e anche più ipocrita”.
C’è insomma, molto da fare, ma basta ascoltare Valdenia per capire che la volontà e la determinazione non mancano. L’avvocato poi, ricorda il ruolo fondamentale della Chiesa e dei missionari, che in questi luoghi dimenticati sono un punto essenziale di ritrovo, di conforto e di speranza.
La serata si conclude con Valdenia che invita ogni presente ad abbracciare il suo vicino.. “perché è con la collaborazione, il cuore e l’aiuto reciproco che si può migliorare”.
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