Nasce il Comitato per il “Sì” ai referendum di giugno

Si è costituito su iniziativa di Democratici di Sinistra, Partito della Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Socialisti Democratici Italiani e del Comitato di partecipazione per la difesa della salute della donna

Si è costituito  a Somma Lombardo, su iniziativa di Democratici di Sinistra, Partito della Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti Italiani, Socialisti Democratici Italiani e del Comitato di partecipazione per la difesa della salute della donna, il Comitato per il “Sì” ai quattro referendum parzialmente abrogativi della Legge 40/04 sulla procreazione medica assistita indetto per i prossimi 12 e 13 giugno.

Il Comitato vuole informare, promuovere un ampio dibattito trasversale agli schieramenti politici, ove tutte le posizioni possano confrontarsi, rispettarsi e trasformarsi in una partecipazione attiva al voto. «Siamo per il dialogo costruttivo – si legge in una nota del neo costituito comitato – e non per le crociate che dividono e impongono con una legge visioni che appartengono solo alla propria coscienza. Diciamo sì al quesito che vuole abrogare il divieto di fecondazione eterologa, perché ci sono uomini e donne completamente sterili, spesso a causa di tumori e chemioterapie, che solo grazie al dono di seme o di ovuli possono diventare genitori. Con il SÌ si permette loro di sperare ancora, lasciando loro la libertà di scegliere. Diciamo sì al quesito che vuole abrogare il divieto di tentare la fecondazione su più di tre ovociti: perché così si permette a molte donne di diventare madre senza ripetere troppe volte i pesanti cicli di stimolazione ormonale. Così saranno i medici a decidere qual è la procedura scientificamente più corretta da fare e non una legge che non tiene conto di differenze di età e di patologia. Sì anche per la diagnosi preimpianto sull’embrione: perché così si permetterà a tante coppie portatrici di malattie genetiche di avere figli sani, non destinati ad una vita troppo breve o vissuta in ospedale; perché così aiuterai a diminuire il numero di aborti terapeutici al quinto mese di gravidanza dopo l’amniocentesi. Infine sì al quesito che vuole abrogare il divieto di ricerca scientifica sugliembrioni in eccesso: perché così si darà la speranza di una possibile cura a tanti malati di diabete, di cancro, di morbo Parkinson, di morbo Alzheimer, permettendo così all’Italia di non essere tagliata fuori dalla ricerca scientifica.

Questi referendum riguardano tutti, perché sono in gioco valori fondamentali della nostra democrazia: la laicità dello stato, il rispetto della libertà di coscienza dei cittadini, il diritto alla salute, il principio di non discriminazione, la considerazione delle donne come soggetto di scelta e di assunzione di responsabilità. Chi propone l’astensionismo affermando che su una materia così complessa è impossibile esprimere un voto consapevole e che il referendum è uno strumento sbagliato nasconde la volontà di mantenere la legge così com’è. È volontà del Comitato allargare la partecipazione allo stesso a tutti quanti, partiti, associazioni o singoli si riconoscono nei valori di questa battaglia».

Per aderire si può telefonare ai numeri 339/4323263 o 349/2622418, oppure inviare una mail all’indirizzo comitatosommaperilsi@libero.it, o partecipare alla prossima riunione del Comitato che si terrà martedì 17 maggio alle ore 21 presso la Fondazione Casolo.

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Pubblicato il 06 Maggio 2005
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