Studenti universitari chiamati a gestire il mercato internazionale
Sessanta studenti di economia hanno simulato la gestione di un’azienda. Un gioco che ha richiesto conoscenze teoriche ma, anche, abilità pratiche
Dalla teoria alla pratica sembra facile, invece c’è bisogno di doti pratiche che, difficilmente, si mettono in gioco finché si studia. Per abituare gli studenti al mondo produttivo "reale", l’Università dell’Insubria ha organizzato una specie di "gioco" d’azienda, dal titolo esemplificativo: "business game, international sales issues".
Sabato scorso, 28 maggio, 60 studenti di economia del professor Onetti, docente di Corso di Economia e Gestione delle Imprese Internazionali, si sono cimentati in una simulazione ideata ed organizzata dal Massimo Cortili (Vice President Sales di una importante multinazionale statunitense), si sono trasformati in manager d’azienda cercando di risolvere situazioni di emergenza: "I ragazzi si sono impegnati tanto arrivando a sviluppare soluzioni molto simili a quanto avviene nella realtà aziendale di tutti i giorni": ha affermato al termine dell’esperienza Massimo Cortili.
L’obiettivo del "gioco", "ambientato" all’interno del settore dei Mobile Network e tratto da una situazione reale, è stato quello di simulare l’attività negoziale su scala internazionale e di rappresentare la rilevanza delle asimmetrie informative, cioè della diversa quantità e tipologia di informazioni che i competitori posseggono.
A questo fine, gli studenti sono stati suddivisi per squadre che rappresentavano la posizione competitiva di ognuno dei tre player. La posizione competitiva di ciascun player è stato replicata da 5 diverse squadre al fine di evidenziare la grande varietà di risultati che possono verificarsi pur partendo da situazioni identiche.
Il Business Game ha previsto più fasi negoziali che hanno portato alla definizione del profilo economico dell’offerta. Al termine della trattativa sono stati congiuntamente valutati e discussi i risultati ottenuti dalle diverse squadre, evidenziando le diverse strategie e soluzioni sviluppate dai giocatori.
Tra le quattro simulazioni sviluppate in parallelo, il miglior risultato è stato conseguito dal gruppo di studenti composta da Marco Talaia, Elisabetta Brunella, Giorgio Fantoni e Lara Martinoli che, agendo come multinazionale, sono riusciti a disintermediare il distributore locale e a negoziare condizioni favorevoli con l’azienda di produzione.
"L’università è un luogo che gli studenti devono frequentare anche perchè lo trovano utile ed interessante". ha commentato il professor Onetti. "Il fatto che sessanta ragazzi siano volontariamente venuti in università il sabato mattina è un segnale di come si possa imparare anche divertendosi e di come, se si organizzano attività innovative ed interessanti, sia facile trovare riscontri positivi da parte degli studenti."
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