Whirlpool, i sindaci chiedono i dati sull’indotto
Atteso a breve un incontro col ministro del Welfare, «ma prima occorre un quadro preciso della situazione». Proseguono i contatti tra azienda e sindacati
«Nessuna novità, siamo al punto di prima». Con queste parole il sindaco di Varano Borghi, Marzio Molinari, ha spiegato la situazione del caso Whirlpool. Poche settimane fa, a Villa Recalcati, si discusse di prospettive di lavoro e di una mappatura delle ricadute che la situazione Whirlpool poteva avere sull’indotto e sul territorio.
All’incontro erano presenti i rappresentanti di impresa e industria, l’assessore Andrea Pellicini e il presidente della provincia Marco Reguzzoni, che propose un percorso a tappe, a breve tempo, per arrivare a identificare il fenomeno prodotto dal declino industriale in provincia. Secondo Molinari, niente di tutto questo è stato fatto: «Dalla Provincia nessuna nuova, non siamo stati più aggiornati né sui provvedimenti presi a livello amministrativo né sulle ricadute della Whirlpool sull’indotto, che ricordiamo è il vero anello debole, che coinvolge persone che senza l’appoggio della grossa azienda non hanno niente, né ammortizzatori sociali né reti sulle quali cadere in sicurezza».
Da Villa Recalcati giunge immediata la replica di Marco Reguzzoni: «Stiamo attendendo i dati dalle associazioni di categoria per completare il quadro generale sull’indotto – spiega. E’ una questione che necessita tempo e che non dipende direttamente da noi».
Come anticipato nell’ultimo tavolo tra Provincia e associazioni, l’ipotesi è quelle di realizzare un incontro per coinvolgere anche il ministero del Welfare.
«Ho contattato il ministro Maroni – ha spiegato Reguzzoni – il quale mi ha dato la disponibilità ad un incontro per mercoledì prossimo, il primo di giugno: spero che il quadro sull’indotto, in quella data, sarà sufficentemente completo, altrimenti saremo costretti a far slittare l’incontro di qualche giorno»
Dalle evoluzioni del caso Whirlpool, ad oggi, i sindaci traggono una duplice visione dei fatti: «Da un lato siamo sollevati nel sentire che la proprietà promette investimenti consistenti sul futuro della produzione e della formazione – spiega Molinari- , cosa che eviterebbe la chiusura paventata nel 2007 dello stabilimento di Cassinetta. Dall’altra siamo dalla parte dei lavoratori e dei sindacati che protestano contro i 783 licenziamenti confermati e che saranno attuati con le modalità scelte dall’azienda, senza che questa tratti con le rappresentanze dei lavoratori».
Per questi motivi e per appoggiare le trattative tra azienda e sindacati, questa mattina davanti allo stabilimento di Cassinetta, i lavoratori hanno scioperato per due ore, dalle 10 alle 12, bloccando la strada provinciale di Biandronno e facendo un sit-in davanti alla portineria. Oggi, martedì 24 maggio, si è anche svolto l’incontro tra Whirlpool e rappresentanti dei sindacati. Un incontro decisamente interlocutorio, ma che non ha spezzato il dialogo tra le parti. Iniziato con la conferma dell’irremovibilità da parte dell’azienda sul numero dei licenziati, e con la conferma del totale rifiuto di questa prospettiva da parte dei sindacati, l’incontro non ha impedito però la prosecuzione del dialogo: già domani, mercoledì 25 maggio, infatti ricominceranno le discussioni, questa volta entrando nei particolari del piano industriale. Gli stessi rappresentanti dei sindacati hanno confermato la spontaneità dello sciopero a sorpresa di stamattina a Cassinetta, proclamato dopo la lettura sulla stampa locale delle intenzioni dell’azienda.
I sindaci intanto continuano a portare in consiglio comunale la delibera sulla situazione economica e lavorativa conseguente al caso Whirlpool, voluta congiuntamente da oltre 40 sindaci del territorio. Sono già pervenute a Biandronno, Comune che raccoglie le adesioni dei vari consigli, gli ordini del giorno approvati a Ternate, Carezzate e Gavirate. Questa sera alle 21 sarà approvato quello di Varano Borghi e nelle prossime due-tre settimane il quadro si andrà completando: «Noi stiamo mantenendo le promesse – conclude Molinari -, mi auguro che anche gli altri rispettino i tempi che si erano prefissati».
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