Appello ai varesini di Enrico Morando: non snobbate il referendum

Il deputato dei Ds chiede ai varesini di votare per raggiungere il quorum e non far fallire la consultazione sulla legge che regola la fecondazione in vitro

La campagna referendaria in favore del sì ai quattro quesiti referendari che mirano a modificare le regole della fecondazione assistita per i quali si voterà domani e dopodomani si è conclusa oggi con un doppio appuntamento, uno per la stampa a Villa Recalcati e uno per i cittadini in piazza del Garibaldino alle 18 a Varese, con testimonial d’eccezione.
A parlare per il sì è stato l’onorevole Enrico Morando dei Democratici di Sinistra (a destra nella foto). «In queste ore siamo impegnati in tutta Italia – ha detto l’onorevole Morando – in uno sforzo ulteriore per far sì che questo referendum non muoia». Infatti in questo caso sarebbe molto importante raggiungere il quorum per dare chance di vittoria ai sostenitori delle modifiche alla legge 40 sulla fecondazione assistita:«Noi sostenitori del sì dobbiamo combattere una partita impari per cambiare questa legge assurda – ha continuato Morando – infatti i nostri avversari non sostengono il no ma l’astensionismo facendo leva anche su chi non va a votare mai o non potrà recarsi alle urne per qualche motivo». Chiarito il nemico da battere Morando passa a all’analisi dei quattro quesiti fornendo una spiegazione valida per votare sì. «Fermare la ricerca sulle cellule staminali di embrioni congelati e in sovrannumero è assurdo – ha detto Morando – che limita la possibilità di trovare soluzioni a malattie degenerative attualmente ancora incurabili e porta i nostri ricercatori all’estero dove questo è possibile». Questo per quanto riguarda il primo quesito e pure il terzo, sulla conservazione degli embrioni attraverso il congelamento degli stessi.
Il secondo quesito, che permetterebbe una fecondazione assistita più sicura Morando lo affronta così:«Mettere paletti alla fecondazione assistita da parte di chi si rifà al modello etico cattolico è una contraddizione, ci si chiede perché non l’abbiano vietata completamente ma resta il fatto che oggi la legge mette paletti ovunque e principalmente non permette la diagnosi pre-impianto che nel caso di coppie nelle quali ci sono malattie ereditarie come l’anemia mediterranea di non avere scelta e rassegnarsi ad avere un figlio malato o non averlo». Con la diagnosi dell’embrione si potrebbe capire se questo è sano oppure no. «Un’altra ragione per votare sì – contiua Morando – è la discriminazione che l’attuale legge impone alle famiglie che non possono permettersi i viaggi della speranza in altri paesi mentre le coppie benestanti possono farlo».
Per il quarto quesito, sulla fecondazione eterologa in cui viene prestato o il gamete maschile o l’ovocita femminile a coppie di cui è accertata l’impossibilità ad avere figli con gameti e ovociti interni alla coppia, Morando conclude così:«Anche qui la legge sembra voler favorire chi può permetterselo e lo vieta ai poveri invece di vietarlo a tutti come l’etica di chi l’ha redatta imporrebbe infatti prima la vieta in Italia e poi la regola per chi si sottopone ad un’intervento all’estero: vietarla è inutile perché la sterilità è un problema che c’è e non lo si può snobbare».
In conclusione Morando chiede ai cittadini prima di tutto di andare a votare e quindi di votare quattro volte sì con una piccola battuta al premier:«Ci aspettavamo un sms dalla presidenza del consiglio che invitasse i cittadini a votare».

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Pubblicato il 10 Giugno 2005
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