Dopo il sì a Schengen, Reguzzoni a Lugano per parlare di integrazione
Il presidente della Provincia al vertice della Regio Insubrica da metà mese
Non sono trascorse neppure ventiquattro ore dal voto che ha sancito l’adesione della Svizzera allo spazio Schengen che a Lugano il presidente della provincia di Varese, Marco Reguzzoni – dalla metà di giugno nuovo presidente della Comunità di lavoro transfrontaliera della Regio Insubrica – incontra il sindaco della città ceresina, Giorgio Giudici. Quello di Lugano non è un incontro solo formale o di cortesia. Il faccia-a-faccia ha permesso di affinare ulteriormente le future linee d’azione della Regio dopo che un primo incontro alla metà di maggio aveva già consentito di delineare gli obiettivi del mandato di Reguzzoni. Il programma verrà presentato e discusso in occasione dell’Assemblea generale 2005 della Regio che si terrà giovedì 16 a Lugano.
Durante il vertice Reguzzoni-Giudici è emersa la grande sintonia tra il sindaco di Lugano (che guida il Comitato direttivo della Regio) e il presidente della Provincia varesina. In particolare si è discusso dell’importanza di identificare nella cooperazione transfrontaliera uno strumento di lavoro su cui puntare per favorire lo sviluppo nella regione italo-svizzera dei tre laghi (Verbano, Ceresio e Lario).
La comunità di lavoro deve insomma essere intesa dalle realtà amministrative locali come il punto di contatto, riferimento e coordinamento nei rapporti tra Ticino e Province (Varese, Como, VCO, Lecco e Novara) con l’intento di liberarsi dai confini intesi come limite e dai limiti di visione che caratterizzano l’azione e la partecipazione politica all’interno dei confini tradizionali.
Questo riconoscimento dell’importanza dell’integrazione transfrontaliera porta alla necessità di aumentare la visibilità della Regio e di migliorare la conoscenza reciproca e il reciproco scambio di opinioni – hanno convenuto Reguzzoni e Giudici – ma anche di fare gioco di squadra nell’affrontare i problemi e le opportunità comuni alla regione transfrontaliera, perché solo assieme questi territori raggiungono una massa critica tale da permettere loro di contare di più nei confronti dei rispettivi governi nazionali e di essere più competitivi su quello internazionale.
«L’esperienza di altre comunità transfrontaliere con più anni sulle spalle rispetto alla nostra, dimostra – commenta Reguzzoni – che è possibile avviare una riflessione sull’intera gestione del territorio per coordinare interventi di sviluppo che possano alla fine costituire un valore aggiunto per le aree italiane e svizzere interessate. La Regio Insubrica ha grandi potenzialità che vanno portate a galla e fatte decollare».
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