Emergenza caldo: l’Asl vi insegna a difendervi dall’afa
Un numero verde per rispondere a chi vuole combattere la calura estiva. Anziani , bambini e malati i soggetti a rischio
800.455.664: è questo il numero verde che da domani, 21 giugno, sarà attivo 24 ore al giorno, 7 giorni su sette. Gli operatori dei distretti varesini dell’Azienda sanitaria risponderanno a quanti si trovano in difficoltà a causa del caldo torrido, dando loro consigli: «Non è un numero per le emergenze – precisa il direttore generale dell’Asl Pirluigi Zeli – i servizi di urgenza del 118 e di assistenza della guardia medica o del medico di base rimangono attivi. I nostri operatori daranno solo qualche informazione di vita».
Gli stessi consigli sono contenuti in un opuscolo, che la Regione Lombardia ha realizzato dopo l’emergenza di due anni fa. Sono norme di buon senso e qualche "dritta" su alimentazione, vestiario, areazione dei locali in cui si vive. L’opuscolo è in distribuzione nei dodici distretti Asl, nelle farmacie e presto anche nei comuni che collaborano attivamente grazie alla legge 328: «Abbiamo fatto notevoli passi avanti nella prevenzione grazie all’attività degli uffici di piano – chiarisce il direttore sociale Lucas Maria Gutierrez – stiamo realizzando una rete di assistenza efficiente ed efficace dal nord al sud della provincia. Il nostro territorio è molto variegato e il caldo insopportabile dell’area metropolitana presenta connotati ben diversi nell’area montana. La rete serve, però, a scambiarci informazioni e consigli».
Particolarmente sotto controllo saranno i centri diurni integrati, che diventeranno una sorta di oasi per anziani soli, ma anche residenze socio assistenziali e tutti i luoghi di cura: « I nostri operatori – aggiunge il dottor Zeli – così come il personale delle case di riposo o quello impegnato nell’assistenza domiciliare integrata possono indicare i comportamenti utili a combattere la calura».
Da due anni, l’azienda sanitaria è impegnata a redigere il "registro delle fragilità", un libro bianco dove vengono individuare le persone " a rischio", rischio sanitario e sociale: «Sarà uno strumento molto utile per intervenire efficacemente e tempestivamente – conclude Zeli – individuando le persone che effettivamente hanno bisogno di aiuto, a di là delle condizioni anagrafiche o sociali».
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